Epatite B, tutti immuni gli under 30

Infettivologia | Redazione DottNet | 22/03/2011 19:18

Tutti i giovani italiani sotto i 30 anni sono immunizzati dal virus dell'epatite B, ovvero, non contrarranno mai questa insidiosa malattia che colpisce il fegato e che può portare allo sviluppo di neoplasie o cirrosi. In pratica, questi ragazzi hanno una importante chance in più di non ammalarsi di cancro epatico. Un risultato eccellente, che dobbiamo alla introduzione obbligatoria del vaccino per tutti i neonati e i bambini al di sotto dei 12 anni. La Legge divenne operativa nel 1991, e così, ad oggi, possiamo legittimamente felicitarci per aver sostanzialmente debellato questa patologia virale, la peggiore delle forme di epatite che possono colpire l'essere umano.

 Tra l'altro, da sottolineare che in questa strategia sanitaria vincente l'Italia si è posta all'avanguardia nel mondo, e ora molti altri Paesi importano l'idea dell'immunizzazione obbligatoria per i minori. "Prima dell'entrata in vigore della legge che ha reso obbligatoria la vaccinazione - spiega con soddisfazione Alessandro Zanetti, Direttore del Dipartimento di Igiene dell'Università di Milano - il vaccino veniva somministrato, fin dal 1983, alle persone considerate a rischio per l'infezione sia per gli stili di vita (per esempio, tossicodipendenti), sia per la professione (personale sanitario). E anche certi pazienti come i dializzati e o i politrasfusi". Tuttavia, l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), sosteneva la necessità di immunizzare i neonati. "L'Italia è andata oltre - prosegue il dott. Zanetti - Da noi, infatti, la malattia si trasmette diversamente rispetto ad altri Paesi, soprattutto asiatici e mediorientali, Da quelle parti è prevalente il contagio materno-fetale e quello fra bambini, mentre in Italia le vie di trasmissione più frequenti sono i rapporti sessuali e gli aghi infetti". Gli individui vaccinati contro l'epatite B, non solo sono immunizzati da questo specifico e pericolosissimo virus, ma evitano anche il rischio di contrarre altre forme virali di epatite che, seppur meno letali, sono comunque in grado di provocare alterazioni croniche. Parliamo delle sovra infezioni del virus Delta: "Il virus Delta, endemico in Italia - specifica Zanetti - è un virus difettivo: in altre parole ha bisogno del virus B per replicarsi. Si capisce allora perché il vaccino contro il virus B protegga anche dal Delta".

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