Ricerca Bocconi, l'ospedale ideale e' hi-tech e inodore

Martino Massimiliano Trapani | 24/03/2011 09:59

ospedale

Camere senza odori e colorate a tinte tenui, con accesso a Internet e con la possibilità di consultare in rete la propria cartella clinica, per sentirsi più coinvolti nelle decisioni dei medici.Per il futuro gli italiani sognano un ospedale hi-tech e inodore, secondo i primi risultati della ricerca 'L'esperienza del cittadino-paziente tra high tech e high touch', condotta da Luca Buccoliero, Elena Bellio e Valentina Reboldi del Cermes dell'università Bocconi di Milano, il Centro di ricerca su marketing e servizi che ha dedicato un filone di ricerca al 'value for citizen'.

Dalle interviste a 120 pazienti ricoverati in tre diverse strutture - riferisce una nota dell'ateneo milanese - emerge innanzitutto un livello di soddisfazione mediamente elevato sull'ospedale 'testato' di persona (4,60 in una scala da 1 a 5), anche se le soddisfazioni parziali (riferite a quelli che la ricerca considera i 4 driver fondamentali di valore nell'esperienza del paziente, ossia la tecnologia, l'ambiente fisico e il comfort, il 'patient empowerment', la privacy e la dignità personale) sono un po' più basse. Il 35,83% del campione esprime il desiderio di poter utilizzare Internet per scaricare cartella clinica e referti, e oltre il 42% dei degenti desidererebbe potersi connettere al web dalla propria stanza: un dato fortemente correlato all'età dell'intervistato (i più giovani sono i più interessati al collegamento in rete) e con altre caratteristiche come il grado d'istruzione. Più della metà dei pazienti gradirebbe inoltre l'assenza di odori in ambiente ospedaliero, mentre il 64,17% gradirebbe colori tenui nella propria stanza. Solo i pazienti più giovani preferirebbero tinte più vivaci. L'idea di poter avere un sottofondo musicale in ospedale non sembra invece molto apprezzata, risulta ancora dalla ricerca del Cermes Bocconi. Oltre il 45% dei pazienti preferisce infatti l'assenza di sottofondo, oppure una 'colonna sonora' confinata nelle sale d'attesa. Il driver più rilevante per la soddisfazione - continua la nota - si rivela quello relativo all' empowerment del paziente (coinvolgimento del paziente e dei familiari nelle scelte riguardanti il percorso di cura, disponibilità del personale ad ascoltare e comunicare con il paziente, possibilità di riconoscere agevolmente il professionista e percezione di interagire con un team di medici e infermieri "stabili e affiatati").Il secondo driver di valore in ordine di rilevanza è quello della privacy e della dignità personale (riconducibile al rispetto umano e alla tutela della dignità della persona). Solo al terzo posto si posiziona la rilevanza dell'ambiente fisico e del comfort. Infine, l'esperienza tecnologica si rivela determinante ai fini del livello di soddisfazione complessiva solo per i pazienti più giovani, ma non per l'insieme del campione, che rispecchia l'età della popolazione attualmente degente in ospedale.