La tubercolosi uccide ancora: molte forme resistenti ai farmaci

Redazione DottNet | 23/03/2011 22:42

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La tubercolosi uccide ancora: provoca nel mondo quasi 2 milioni di morti all'anno. E sono nove milioni e mezzo i nuovi casi ogni dodici mesi. Di questi, 440 mila sono forme di tubercolosi resistenti ai farmaci (MDR-TB), causa di 150 mila decessi ogni anno. Secondo i dati, resi noti oggi a Roma in occasione degli Stati generali della tubercolosi, ancora oggi, un terzo delle persone con tubercolosi non ha garanzia di una diagnosi appropriata e di cure. Per far fronte a questa tragedia endemica sono necessarie azioni concrete ed immediate da parte di tutti i soggetti protagonisti della scena politica ed economica, scientifica ed istituzionale a livello mondiale.

 La comunità internazionale, consapevole della piaga tubercolosi, si propone di realizzare nuovi laboratori diagnostici attrezzati e moderni, espandere le attività di sostegno in aree non ancora raggiunte dagli aiuti, offrire maggiore accesso ai farmaci e mobilitare più risorse. Con l'obiettivo di ridurre del 50% l'incidenza della tubercolosi e i correlati decessi entro il 2015, e di debellare la malattia a livello globale entro il 2050. La diffusione della malattia nel mondo Secondo i dati 2011 dello Stop TB Department dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la tubercolosi nel 2008 ha contagiato ben 9.4 milioni di persone. Ô l'Asia a farla da padrone, con il 55% dei casi globali, seguita dall'Africa, con il 30%. Tra le emergenze più gravi e letali, le forme di tubercolosi resistenti ai farmaci (MDR-TB) e le forme derivate dall'abbassamento delle difese immunitarie provocate dall'AIDS. Il 79% dei casi mondiali di tubercolosi associata all'AIDS si registra in Africa, con una concentrazione prevalente in 9 paesi. In continua e rapida ascesa i casi di tubercolosi in Sudafrica - lo Stato più colpito - dove nel 2008 si è sfiorata la soglia dei 700 casi ogni 100.000 abitanti. Molto alte, seppur in diminuzione, anche le cifre che riguardano Botswana e Zimbabwe. Nella maggior parte del continente i tassi di incidenza della malattia - dopo un picco nel 2004 - diminuiscono, anche se molto lentamente (meno dell'1% ogni anno). Nonostante i trattamenti per le forme resistenti di tubercolosi siano in espansione, raggiungono comunque solo il 12% circa delle persone con questa patologia nel mondo; anche la percentuale dei pazienti che hanno la possibilità di essere sottoposti a test per individuare questa particolare degenerazione della malattia rimane molto bassa: solo il 7% a livello globale.La campagna di screening per la Tbc tra gli immigrati giunti a Lampedusa è 'una delle cose che vanno fatte'. 'Siamo costantemente raccordati - ha spiegato Fazio a margine della prima edizione degli Stati generali della tubercolosi - da un lato con il Ministero dell'Interno e dall'altro con la Regione Sicilia'. Il ministro ha quindi precisato come 'i problemi di cui si sta occupando la Regione Sicilia, in coordinamento con il Ministero della Salute, sono innanzitutto problemi di supporto psicologico e di controllo sanitario tra gli immigrati a Lampedusa'. C'è inoltre 'la previsione - ha detto Fazio - di un piano di spostamento di eventuali immigrati con dei problemi sanitari verso la Sicilia'. Il 13 aprile, ha inoltre ricordato il ministro, si svolgerà a Roma un Meeting internazionale con gli esperti di vari Paesi e dell'Organizzazione mondiale della sanità con lo scopo di mettere a punto politiche comuni per far fronte ai problemi dell'immigrazione e dei controlli sanitari connessi.