Certificati online, finora nessuna sanzione. Brunetta: a fine anno anche la ricetta online, risparmieremo almeno 2 miliardi. Presto con un click si passerà dal medico di base alla visita fiscale

Silvio Campione | 25/03/2011 10:51

"Finora nessun medico è stato sanzionato" a causa del mancato invio telematico dei certificati di malattia. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta. "Con i medici, malgrado qualche tensione - ha affermato Brunetta - abbiamo collaborato fin da subito. Qualche problema il sistema lo ha evidenziato, ma è stato risolto, e il processo avviato migliorerà nel tempo. Quindi - ha concluso Brunetta - ringrazio i medici per la collaborazione. Anche perché non è stato un cambiamento di poco conto, anche dal punto di vista culturale". "L'intero impianto dei certificati di malattia online è una riforma che è costata zero. Abbiamo ottimizzato investimenti già fatti in precedenza", ha aggiunto il ministro.

 "Questa riforma - ha affermato Brunetta - permetterà notevoli risparmi. Ad esempio, basti pensare ai lavoratori che non dovranno più inviare la raccomandata. Senza contare - ha aggiunto - al fatto che grazie a questo nuovo sistema l'Inps potrà ora utilizzare 500 archivisti in altre mansioni più utili e produttive". "Entro l'anno penso che la ricetta online diventi realtà. Norme e regolamenti ci sono già, così come le infrastrutture. Ora bisogna portare a sistema le sperimentazioni già in corso", ha affermato Brunetta. "Ipotizziamo - ha detto Brunetta - che la ricetta online permetterà un risparmio di circa 2 miliardi di euro su una spesa totale di circa 16 miliardi. La competenza - ha aggiunto - è dell'Economia e so che c'è la piena volontà del ministro Giulio Tremonti di arrivare quanto prima alla messa a regime del sistema". “Dal punto di vista della base giuridica c'è già tutto, norme e regolamenti. Molte sperimentazioni sono già avanzate, come in Lombardia e Emilia Romagna. Il problema ora è portare il meccanismo a sistema. Consentirà risparmi anche sul fronte di abusi, scadenze, truffe, autocertificazioni del ticket”, ha sottolineato il ministro. Rivoluzione in vista pure per le visite fiscali a casa dei lavoratori assenti per malattia. Tra pochi giorni partirà un sistema elettronico che permetterà con pochi clic di far arrivare a domicilio del lavoratore malato il medico per la visita di controllo. Funzionerà così: il medico di base invierà il certificato di malattia elettronico all'Inps, che lo renderà immediatamente disponibile al datore di lavoro (pubblico e privato). Sia l'impresa che l'Inps potranno quindi decidere se procedere con la visita di controllo e - grazie a un sistema telematico, una sorta di radiotaxi - verrà individuato il medico fiscale più vicino in quel momento al domicilio del lavoratore malato. Insomma, pochi clic e il camice bianco suonerà al citofono del lavoratore. Ad annunciare la novità è il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua. "In un anno - ha detto il presidente dell'Inps riferendosi ai certificati di malattia telematici - abbiamo fatto qualcosa di epico. Grazie a questo sistema sarà possibile fare un controllo della spesa della malattia. E, inoltre, saremo in grado di avere numeri finora sconosciuti in Italia, che consentiranno di capire come sta andando il tessuto sociale e lavorativo del Paese".  Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, “i certificati online hanno avuto l'effetto di annullare l'assenza di breve durata mentre l'assenza di lungo periodo, che in genere è ampiamente giustificata, non è diminuita”. Per Emma Marcegaglia, che ha espresso 'il plauso' di Confindustria, più in generale la digitalizzazione dell'intero settore della Sanità (e-Health) può portare (secondo le stime dell'associazione di categoria per servizi innovativi e tecnologici) a “risparmi per 12,4 miliardi di euro”. E' un obiettivo, quello di una Sanità “tutta online” che per il ministro Brunetta potrà essere raggiunto 'a fine 2012'. Intanto la riforma dei certificati viene vista con favore da Confindustria, per esempio, “per riduzione di tempi e di costi”, e per la possibilità di verifiche per monitorare e comprendere meglio fenomeni come l'assenteismo. Anche Rete Imprese Italia apprezza l'impegno sul fronte “delle sfide della modernizzazione”, dice Carlo Sangalli, ricordando che c'è comunque “qualche difficoltà” nel rodaggio dei nuovi meccanismi: “servono reciproca collaborazione e gradualità nell'applicazione dei nuovi adempimenti'.  E sul fascicolo elettronico arriva una nota del garante della privacy Francesco Pizzetti: al centro del 'fascicolo sanitario elettronico' c'è la libera scelta del cittadino, che deve dare il suo consenso per la raccolta dei dati.
"Siamo molto soddisfatti - ha detto Pizzetti - che tutte le nostre indicazioni, date lo scorso anno con le linee guida sul fascicolo sanitario elettronico, siano state recepite e inserite nel disegno di legge sul tema. D'altra parte non poteva che essere così perché noi, con quelle indicazioni, avevamo dato per primi una serie di prescrizioni, che erano state condivise e discusse sia con le Regioni che con l'Istituto superiore di sanità. Il nostro lavoro, in pratica, aveva anticipato e colmato un vuoto normativo che adesso, finalmente, trova nel disegno di legge governativo in corso di approvazione dal Parlamento, un assetto anche legislativo".
Tra le indicazioni del Garante "la libertà di decidere, da parte del paziente, se i suoi dati debbano o non essere inseriti; che i medici possano accedere a questo servizio solo se sono 'curanti' (o per inserire i dati o per conoscerli), per finalità di assistenza.
Ovviamente il Pronto soccorso può sempre accedere al fascicolo mentre i terzi possono farlo soltanto con il consenso specifico. Sono state anche indicate le misure di sicurezza necessarie a garantire che non ci siano accessi o usi illeciti". Per quanto riguarda, invece, le persone che non hanno capacità di esprimere consenso, "questo può essere espresso da chi rappresenta legittimamente il paziente", come accade in tutti i casi in cui c'e' necessita' di esprimere il consenso.
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