Anestesisti, a noi la direzione dei centri di terapia del dolore

Redazione DottNet | 26/03/2011 20:17

"L'unico specialista attualmente in grado di gestire la terapia del dolore nel suo complesso è l'anestesista rianimatore, alla sua professionalità andavano quindi affidate per legge le strutture semplici e complesse di terapia del dolore". E' la convinzione di Vincenzo Carpino, presidente dell'Aaroi-Emac, Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica, intervenuto al convegno 'Malattia Dolore: Cura, Modello e Rete Territoriale', patrocinato anche dall'associazione do categoria, che si e' tenuto a Milano.

"E' innegabile - ha spiegato - il ruolo fondamentale svolto dagli anestesisti rianimatori nella nascita e nello sviluppo della terapia del dolore e delle cure palliative. La natura multidisciplinare della formazione anestesiologica e la caratteristica della disciplina di trattare il paziente nel suo complesso e non una specifica patologia, fanno dell'anestesista rianimatore un professionista completo. D'altra parte, allo stato attuale, solo nelle scuole di specialità in anestesia e rianimazione è prevista dal 1986 una specifica formazione che comprende anche procedure invasive di elevata complessità". "Eppure - afferma Carpino - la legge 38 sulla terapia del dolore non ha riconosciuto questo ruolo fondamentale, praticamente ignorando che gli ambulatori e le strutture semplici e complesse di terapia del dolore sono già capillarmente diffuse grazie agli anestesisti rianimatori che le gestiscono nel 70-80% dei casi. Il modello di unità operative semplici di terapia del dolore e cure palliative, annesse ad ogni sevizio di anestesia e rianimazione, associate ad una unità operativa complessa per provincia è operativo da oltre venti anni in Veneto ed altre regioni seguono modelli simili"."Confermare questa organizzazione ed integrarla nella rete territoriale - aggiunge il presidente degli anestesisti rianimatori - non farebbe che rispettare l'intento della legge, si sfrutterebbero così strutture già esistenti e la professionalità degli anestesisti". "In prospettiva - conclude Carpino - ci auguriamo che il ministero della Salute e le Regioni, che in sanità hanno una grande autonomia organizzativa e gestionale, vogliano tener conto di questo patrimonio di professionalità e decidano di confermare o di affidare a questi specialisti la direzione dei Centri di Terapia del dolore". Clicchi qui per partecipare al poll.  

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