Cisl-medici, polizze assicurative su misura per il rischio medico. In aumento i litigi col paziente

Silvio Campione | 28/03/2011 16:08

Polizze assicurative 'su misura' per i camici bianchi, sempre più preoccupati per la crescita esponenziale delle denunce di errore medico che, tra l'altro, spesso si rivelano infondate solo dopo un lungo iter. Senza dimenticare, però, che, per disinnescare la 'bomba' del ricorso alle vie legali contro i professionisti, è necessario puntare ad una più forte 'alleanza terapeutica' con il paziente che deve essere ben informato delle reali possibilità di cura e sul rischio. E' la 'ricetta' della Cisl Medici di fronte al problema 'assicurazioni' per i camici bianchi, con compagnie che non sempre garantiscono le adeguate tutele e alle quali i professionisti versano cifre sempre più elevate.

 Oggi - ha ricordato  Giuseppe Garraffo, segretario generale della Cisl Medici, dal convegno appena chiuso a Milano "Medico (assi) cura te stesso", organizzato dalla sezione regionale del sindacato - "i medici devono assicurarsi da soli contro il rischio grave", un problema che fino al 2008 non c'era, visto che questo tipo di assicurazione veniva ricompresa in quella fatta dalle Asl e dagli ospedali per i dipendenti, con una trattenuta in busta paga intorno ai 600 euro. Attualmente, invece, "i medici si trovano a sborsare alle assicurazioni premi annuali di 3mila euro e oltre, nel caso si voglia avere una copertura che garantisca fino a 5 milioni di euro di danni. Una somma che, per la colpa grave, è possibile". E le cifre dei premi da versare alle compagnie possono salire in base ad alcune variabili, come, ad esempio, l'appartenenza settori della medicina più a rischio: ginecologia, chirurgia, ortopedia. Non solo. Non sempre infatti le assicurazioni offrono la tutela adeguata. Mentre i prezzi possono aumentare senza che migliori la copertura. "E' necessario - continua Garraffo- trovare correttivi per questa situazione, attraverso un confronto dei medici con i legali. Non a caso questa mattina abbiamo dibattuto il problema alla presenza di 200 partecipanti, tra camici bianchi e avvocati". E questo è possibile "mettendo a punto polizze su misura per i medici che lavorano nei diversi settori". Ma il vero salto in avanti può essere realizzato disinnescando la conflittualità con i pazienti, anche attraverso strumenti pratici già in uso."Per rinforzare il dialogo con il paziente - dice Garraffo - il presupposto necessario è che il medico abbia tempo per ritessere questo rapporto di fiducia fondamentale nell'atto della cura. Ed è importante tenerne conto nell'organizzazione del lavoro sanitario, evitando di puntare tutto sulla quantità di prestazioni: una visita non può, insomma, ridursi a pochi minuti ". Il consenso informato e le Carte dei servizi, due strumenti codificati e in uso da anni, possono poi dare una mano. "Il paziente deve essere correttamente informato - ha aggiunto il leader sindacale - deve sapere quello che può aspettarsi, conoscere i rischi. E, soprattutto, deve sapere che la medicina non può garantire mai il risultato al 100%, mentre si gli deve assicurare sempre la cura, l'assistenza e le procedure più appropriate. Un paziente consapevole, che dialoga con il suo dottore, difficilmente aprirà un contenzioso infondato". E in questo senso possono essere di grande utilità le 'Carte dei servizi' - documenti di informazione dell'utente, messi a punto dalle strutture sanitarie, che indicano, tra l'altro le prestazioni sanitarie offerte e gli standard di qualità - "Le 'Carte' - conclude Garraffo - possono essere un valido strumento per delimitare, anche nel contenzioso assicurativo, il campo dell'offerta di prestazioni della singola struttura, del singolo reparto", precisa Garraffo sottolineando, in sintesi, che il rispetto di questi documenti - che rappresentano di per se' un patto con il cittadino - dovrebbero indicare i confini della tutela assicurativa e del possibile contenzioso. Intanto aumentano i litigi tra medici e pazienti. Il rapporto tra i camici bianchi e i cittadini che si affidano alle loro cure sta diventando sempre più conflittuale. Dal 2005 al 2010, a Roma, (città dove si concentra peraltro circa il 10% dei medici di tutta Italia), le cause che hanno per oggetto la responsabilità medica sono aumentate del 15%, con una variazione annuale media di circa il 6%. E' quanto emerge dalla Mappa dei conflitti, primo rapporto sul fenomeno nella Capitale. La Mappa è stata elaborata dall'Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione, costituito nel luglio 2010 dai principali soggetti pubblici chiamati istituzionalmente a occuparsi di conflitti: Roma Capitale, Tribunale di Roma, Ordine degli avvocati di Roma, Camera di conciliazione di Roma, Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Roma, Ordine provinciale dei medici-chirurghi e odontoiatri di Roma, Osservatorio sulla responsabilità medica (Orme). Il rapporto raccoglie i dati relativi alle controversie giudiziali negli ultimi sei anni, con particolare riferimento alle materie per le quali è stata prevista la mediazione obbligatoria, entrata in vigore lo scorso 21 marzo. Analizzando le tabelle dell'indagine - elaborato su dati del Tribunale di Roma e del ministero della Giustizia - si scopre che in campo medico, negli ultimi sei anni, si sono registrati 2.372 procedimenti. Così suddivisi: 369 nel 2005; 396 nel 2006; 407 nel 2007; 474 nel 2008; 302 nel 2009; 424 nel 2010. Rispetto a questo dati, l'Ordine dei medici capitolino fa però notare un elemento: "in 6 anni solo 2.372 cause a fronte di milioni di atti sanitari". A fronte di una complessiva riduzione di tutte le altre tipologie di contenziosi, dall'indagine dell'Osservatorio emerge che l'unico incremento riguarda la responsabilità medica. Ad esempio, per quanto riguarda le locazioni commerciali e non, le cause, tra il 2005 e il 2010, si sono ridotte del 7%. Anche in materia di RC auto il calo è stato del 5%. In campo medico, l'aumento del 15% è un dato significativo e ha un suo valore specifico di grande rilievo proprio per l'oggetto della controversia, la salute del cittadino, qualitativamente diverso da graffiature alla carrozzeria o infiltrazioni di acqua nelle pareti. "Non vi è dubbio - si legge nel rapporto - che il dato tragga le sue origini dalla forte tensione conflittuale che si è sviluppata proprio in questi ultimi anni tra medico e paziente che ha trovato come unico sbocco il ricorso alla strada giudiziaria. Non è compito dell'Osservatorio trattare le ragioni di tale incremento, ma ci si limita a segnalare che la conciliazione obbligatoria su una materia come la responsabilità medica potrebbe avere effetti deflattivi significativi".

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