Psicologo accanto al medico di base, arriva una proposta dall’ordine

Medicina Generale | Redazione DottNet | 29/03/2011 17:05

Uno 'psicologo di base' che assista i pazienti che abbiano bisogno di assistenza per problemi mentali e comportamentali, al fianco del medico di medicina generale. E' questo il tema di cui si è discusso al convegno 'Il Camice invisibile', organizzato dall'Ordine degli psicologi della Campania, in collaborazione con l'Istituto italiano per gli studi filosofici presso il Palazzo Serra di Cassano a Napoli. E la necessità di aprire un tavolo per la sperimentazione dello psicologo di base nella Regione Campania, per un progetto che nei prossimi anni potrebbe trovare applicazione su tutto il territorio nazionale, è stato il principale argomento di dibattito.

 Sulla base di alcune pubblicazioni - ricorda una nota - è noto infatti che almeno il 50% delle richieste di assistenza per un sintomo somatico che arrivano ai medici di medicina generale, nasconda in realtà disagi di tipo relazionale o esistenziale. Le più recenti tendenze della psicologia e della psicosomatica indicano inoltre che qualunque tipo di problema venga portato al medico può trovare migliore soluzione se, oltre a essere considerato in termini biologici, viene inquadrato nel contesto relazionale e nel ciclo di vita del paziente. L'accesso volontario e diretto a uno psicologo è reso difficile dai pregiudizi sociali, che fa sì che il contatto con l'utente avvenga in fasi del disagio tardive. A conferma di questa difficoltà, un recente studio dell'Ordine degli psicologi (Ponzio, 2008) ha mostrato che solo il 5,5% della popolazione adulta ha avuto nel corso della sua vita un contatto professionale con uno psicologo. Secondo gli esperti, non solo è opportuno, ma necessario offrire un'assistenza adeguata ai cittadini, con l'introduzione di uno 'Psicologo di base' a fianco del medico di medicina generale. Tale esperienza è stata sperimentata dalla scuola di specializzazione in Psicologia della salute dell'università Sapienza di Roma. Dura ormai da 10 anni e ha coinvolto 10 studi medici, di Roma, Orvieto e Rieti, per un periodo di 3 anni ciascuno. La copresenza dello psicologo di base con il medico di medicina generale risulta del tutto fattibile, ha riscosso il gradimento della grandissima maggioranza dei pazienti e ha comportato un numero esiguo di invii a operatori della salute mentale, dissipando quindi il timore di un incremento di richieste ai servizi specialistici con conseguente aumento di spesa. Ogni psicologo nel corso di 3 anni ha incontrato circa 700 pazienti, è intervenuto in 120 casi, in modo più approfondito in circa 15. In un caso in cui è stato possibile conoscere la spesa farmaceutica relativa allo studio medico prima e dopo l'ingresso dello psicologo, si è riscontrato un risparmio del 17%, pari a 75.000 euro in un anno. E' ipotizzabile un risparmio analogo sulla spesa per indagini strumentali e ricoveri ospedalieri. "Nel panorama della professionalità psicologica - sostiene Raffaele Felaco, presidente dell'Ordine degli psicologi della Campania - la proposta di istituire lo 'psicologo di base', nel suo evidente accostamento al medico di base, può provocare una reazione di sorpresa, eppure è del tutto realistica: è stata presentata come progetto di legge al Parlamento. I resoconti da molte Nazioni indicano che i medici di famiglia o i pediatri sono consultati per problemi mentali e comportamentali più spesso di psicologi o altri operatori specializzati nella salute mentale. Per sfruttare appieno questa opportunità, sarebbe utile che gli psicologi avessero una collocazione più capillare e penetrante nel sistema di cura della salute". Clicchi qui per partecipare al poll.

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