Trapiantato un cuore biotech con uno naturale

Silvio Campione | 30/03/2011 23:28

Un trapianto di cuore in sostituzione di un cuore artificiale totale è stato eseguito, per la prima volta in Italia, all'ospedale San Camillo - Forlanini di Roma, lo scorso 23 febbraio. Il paziente ha 40 anni. L'intervento è stato eseguito da Francesco Musumeci, direttore della Cardiochirurgia e del Centro Trapianti di cuore dell'ospedale San Camillo e dalla sua equipe. Un intervento di eccellenza nel Lazio, nonostante le difficoltà della sanità regionale, come sottolineato da Aldo Morrone, Commissario Straordinario dell'Azienda Ospedaliera San Camillo - Forlanini.

Il 23 novembre 2008, un paziente di anni 38, era stato sottoposto presso la Cardiochirurgia dell'Ospedale San Camillo di Roma, ad intervento chirurgico di impianto di cuore artificiale totale (CardioWest, Total Artificial Heart, Syncardia, Tucson, Arizona, USA), per il trattamento di uno scompenso cardiaco biventricolare refrattario alle terapie convenzionali. Il paziente soffriva di cardiomiopatia dilatativa idiopatica con un quadro clinico di grave scompenso cardiaco. A nulla erano servite le terapia mediche. L'uomo era stato inserito in lista di attesa per trapianto di cuore ma per l'improvviso precipitare delle condizioni cliniche, il paziente era stato ricoverato presso il Centro Trapianti di Cuore dell'Ospedale San Camillo di Roma. Nonostante le cure intensive, le condizioni cliniche si erano ulteriormente aggravate con la comparsa di insufficienza renale ed epatica. Pertanto la decisione di impiantare un cuore artificiale totale come unica soluzione terapeutica per stabilizzare le condizioni cliniche del paziente, in attesa di un trapianto di cuore. Il paziente aveva avuto un eccellente recupero clinico ed era stato dimesso in attesa che un cuore si rendesse disponibile per il trapianto. Il paziente aveva goduto per più di due anni di assoluta indipendenza e di buona qualità di vita. Il dispositivo non aveva mai presentato difetti di funzionamento durante l'intero periodo di supporto non si erano presentati eventi avversi correlati alla macchina. Ad oggi la Cardiochirurgia dell'Ospedale San Camillo di Roma e la Cardiochirurgia dell'Università di Padova, sono gli unici Centri in Italia ad avere un programma per l'impianto di Cuore Artificiale Totale CardioWest. Il 23 febbraio il paziente è stato sottoposto con successo a Trapianto Cardiaco ed è oggi in condizioni cliniche soddisfacenti. Questa operazione, dopo un precedente impianto di cuore artificiale totale, è la prima in Italia. In Italia vengono eseguiti ogni anno circa 300 trapianti di cuore a fronte di una lista di attesa di oltre 700 pazienti. Il periodo medio prima di essere sottoposti ad un trapianto di cuore è di circa 2 anni e il 10% dei pazienti muore durante l'attesa. Cuori artificiali, dunque, da usare come strumenti salvavita in attesa di un trapianto con un organo donato: ad oggi sono 3 gli italiani che hanno nel proprio corpo una pompa meccanica che sostituisce il cuore. Tutti in lista di attesa per un organo umano, due sono stati impiantati a Padova e uno a Roma. Un altro, il quarto, ha ricevuto un cuore vero appena un mese fa, il 23 febbraio, dopo due anni di vita grazie al sostegno dello strumento meccanico che gli era stato impiantato a Roma. Ma il futuro è prossimo, secondo Francesco Musumeci, direttore della Cardiochirurgia e del centro trapianti dell'ospedale San Camillo di Roma, il chirurgo che ha trapiantato un cuore da donatore ad un uomo che per due anni e' vissuto con un cuore meccanico nel petto. E la tecnologia riserverà l'arrivo di cuori artificiali impiantabili come vera e stabile alternativa a quelli da donatori, da utilizzare in modo stabile non solo come uno strumento 'ponte' in attesa di un trapianto con un organo umano. ''Il paziente con cuore artificiale totale ha bisogno di un sistema esterno che alimenta la pompa - ha spiegato Musumeci - e le batterie vengono portate dal paziente con un carrellino o uno zainetto''. Il peso è di pochi chili ma l'obiettivo con i cuori di prossima generazione, sarà quello di arrivare a strumenti sempre più piccoli con alimentatori sempre piu' leggeri. ''Il paziente operato è stato due anni con questo dispositivo ma oltre il terzo anno oggi si rischia l'usura del meccanismo. L'innovazione tecnologica porterà a pompe non più di tipi pneumatico ma con turbine e la loro durata sarà sempre più lunga, fino ad arrivare ad un cuore artificiale vera e propria alternativa a quello da donazione''. Un cuore artificiale oggi costa 80/90 mila euro.

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