Arrivano i bandi per le scuole di specializzazione dopo la protesta del Sigm. Minacciata la class action per i ritardi degli ultimi 5 anni

Sanità pubblica | Silvio Campione | 31/03/2011 19:48

Il MIUR ha inviato, dopo le vivaci proteste del Sigm e un'infuocata assemblea, nel primo pomeriggio di giovedì la nota di indirizzo alle segreterie universitarie  che fissa le date per il  concorso per l’accesso alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria 2010-2011. Le prime prove sono previste nelle date del 7-8–9 Giugno 2011 mentre la presa di servizio dei neo specializzandi è fissata per il 30 Giugno. E' quindi  revocata la manifestazione del 7 Aprile ma il segretariato continuerà a promuovere le iniziative concordate nel corso dell'Assemblea odierna. Gli aspiranti medici, ragazzi freschi di laurea che hanno l'obbligo di specializzarsi prima di poter esercitare la professione, erano da giorni sul piede di guerra. Giovedì pomeriggio a Roma, nell'aula magna di radiologia del policlinico Umberto I, si è riunita l'Assemblea nazionale del Comitato aspiranti specializzandi, che ha annunciato proteste, in primis un sit-in al Miur il prossimo 7 aprile, revocato però dopo le date inviate dal Miur. Si pensa anche alla class action.

 Gli aspiranti medici parlano di "grave ritardo nell'avvio dell'iter concorsuale per l'accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria". Considerando che, secondo stime, i bandi dovrebbero uscire a giugno, il ritardo rispetto alle scadenze previste dalla normativa vigente sarebbe di otto mesi. In passato si è arrivati a ritardi anche di 11 mesi. Il ritardo medio è stato, negli ultimi anni, di 7,5 mesi. L'anno accademico in corso ha avuto inizio il primo novembre 2010 ed avrà termine il 31 ottobre 2011. E dal momento della pubblicazione dei bandi di concorso all'espletamento della prima prova (quiz) devono passare per legge altri 60 giorni. Insomma i vincitori prenderanno servizio ben oltre la fine dell'anno accademico di riferimento. Per questo gli aspiranti camici bianchi che si sono riuniti  a Roma hanno deciso "di proclamare lo stato di agitazione e di mettere in scena una mobilitazione innanzi al Miur" il 7 aprile 2011 "qualora non intervenga l'immediato sblocco dell'iter concorsuale. Mobilitazione, come detto, sospesa.  I contratti in palio per le specializzazioni sono 5.000 a cui si aggiungeranno i posti aggiuntivi che ciascuna Regione vorrà eventualmente finanziare. "E' l'ennesimo anno che si registrano tali gravi ritardi- commenta Andrea Silenzi, coordinatore nazionale del Dipartimento specializzandi del Sigm (Segretariato italiano giovani medici)- Si tratta di una vicenda paradossale: il concorso si riferisce all'anno accademico 2010/2011, già iniziato nel novembre 2010, ma i colleghi eventualmente vincitori prenderanno servizio, nella migliore delle ipotesi, solo alla fine di giugno 2011, quasi alla fine del predetto anno accademico, ritardando di fatto l'accesso al mondo del lavoro. Infatti, il contratto di formazione ha durata di un anno a partire dalla presa di servizio". I Giovani medici denunciano di essere "costretti a scontrarsi con la burocrazia ed i disservizi del sistema prima ancora di accedere al mondo del lavoro. Questa è una delle ragioni che inducono sempre più colleghi ad intraprendere esperienze formative e professionali all'estero". Un dato "allarmante alla luce della stima di una futura grave carenza di professionalità mediche, conseguente al turn over che, nei prossimi 10 anni, interesserà il 38% circa della popolazione medica attiva". Spiega dichiara Walter Mazzucco, presidente nazionale del Sigm: "Rivolgiamo un pubblico appello al presidente della Repubblica, che al momento rappresenta l'unico vero punto di riferimento istituzionale per i giovani, al fine di sollecitare il legislatore alla revisione della norma, che, nell'attuale conformazione, determina uno stato di inapplicabilità delle scadenze codificate" conclude Elvira D'Andrea, del Comitato nazionale aspiranti specializzandi. Si sta anche valutando anche se ci sono gli estremi per avviare una class action contro lo Stato per i ritardi registrati negli ultimi 5 anni.

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