Ancora scarso in Italia il consumo di generici. Cricelli (Simg): l’Mmg deve spiegare ai pazienti il risparmio che si ottiene con gli equivalenti a parità di terapia. Da aprile prezzi ancora più giù. Farmacie in difficoltà

Medicina Generale | Silvio Campione | 01/04/2011 09:42

Italia fanalino di coda in Europa per consumo di farmaci generici: se nel resto del Continente il 50% dei farmaci dispensati in Europa è un generico, con punte del 70% in Paesi come la Germania, nel nostro paese la quota di mercato raggiunge a stento il 10%. E' proprio per fornire le corrette informazioni che Teva Italia, azienda leader nel settore, promuove per il 2011 la campagna educazionale 'Equivalente - conosci e scegli i farmaci equivalenti'.

"E' bene ricordare - spiega Giorgio Foresti, Amministratore Delegato di Teva italia, e Presidente di Assogenerici - il valore di responsabilità sociale legato all'utilizzo di questi farmaci, che dovrebbe essere comunicato di più anche a livello di pubblico: liberando risorse del sistema sanitario, l'utilizzo massiccio di generici permetterebbe l'allocazione di maggiori fondi per la prescrizione di farmaci innovativi, ancora molto costosi, favorendo così l'accesso alle migliori cure da parte dei pazienti. Il risparmio generato potrebbe essere indirizzato alle attività di ricerca medico scientifica, per la messa a punto di nuove molecole". Il progetto, patrocinato da Movimento Consumatori, prevede incontri nelle principali piazze italiane, ma anche in molte farmacie, ASL, Associazioni e ambulatori, dove medici e operatori sanitari daranno consigli per la prevenzione e la gestione delle principali problematiche di salute e la corretta gestione dei farmaci. Gli eventi permetteranno ai cittadini di approfondire tematiche di grande interesse. In particolare, nel filone di appuntamenti 'DireFareCuore' i medici della SIMG-Società Italiana di Medicina Generale, che ha dato il patrocinio, spiegheranno come prevenire e gestire le malattie cardiovascolari; in quelli 'DonneInSalute', patrocinati da O.N.D.A-Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, si tratteranno le tematiche legate al benessere al femminile; in quelli 'DigestioneSana', si parlerà invece di benessere dell'apparato gastrointestinale. "Abbiamo aderito attivamente alla campagna - spiega Claudio Cricelli, Presidente SIMG - perché siamo convinti che i medici di medicina generale siano da sempre i primi interlocutori dei cittadini in tema di sanità. Nostro compito primario è  di fornire ai pazienti informazioni esaustive su prevenzione e stile di vita, oltre che gestione delle terapie prescritte, con particolare riferimento ai farmaci equivalenti. Il maggior ricorso a questo tipo di farmaci consentirebbe infatti un notevole risparmio al Sistema Sanitario, con la garanzia di una terapia efficace e sicura". Durante la campagna educazionale, un ruolo importante sarà svolto dalle farmacie, all'interno delle quali, per tutto l'anno, verranno distribuiti brochure, gadget, libri e materiale informativo. Intanto arriva un’importante novità proprio dal fronte generici e che sta scatenando non poche polemiche: a partire da metà aprile è previsto un taglio del prezzo dei farmaci generici fuori brevetto, con limature ai listini fino al 40%. La misura riguarderà 4.188 prodotti e porterà un risparmio per lo Stato di 830 milioni di euro all'anno. Solo nel 2011 si stima un risparmio di 625 milioni di euro. Il via libera ai tagli dei listini è arrivato dal Consiglio di amministrazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), che ha applicato la manovra estiva 2010 per riequilibrare i prezzi dei farmaci generici a quelli europei e per incentivarne il consumo. 'Siamo riusciti a portare a casa la manovra - afferma Guido Rasi, direttore generale dell'Aifa - anche con qualche risparmio in più rispetto agli obblighi di legge'. Immediata la reazione preoccupata dal fronte delle industrie farmaceutiche. Ma le reazioni non si sono fatte attendere: “Sono preoccupatissimo. In sanità tocca sempre alla farmaceutica - afferma Sergio Dompè, presidente della Farmindustria - dove la spesa da dieci anni è addirittura diminuita mentre negli altri settori della salute è addirittura cresciuta del 60%”. E poi Dompè aggiunge che “a questo punto diventa inevitabile spostare altrove le produzioni, perfino di quelle hi-tech”. Analoga preoccupazione è stata espressa dall'Assogenerici. E' un desolato Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici, l'associazione delle imprese che producono medicinali equivalenti, a commentare la misura che dispone il taglio fino al 40% del prezzo di alcuni prodotti non coperti da brevetto "Una misura - evidenzia Foresti - che penalizza ancora una volta le industrie di generici a favore di quelle branded. Ogni occasione è buona per procedere con la ghettizzazione del settore. Erano previste risorse, mentre invece arrivano solo tagli. In questo modo, molte industrie potranno contare su margini troppo bassi e saranno costrette a disinvestire dal nostro Paese. Cosa che porterà anche a una diminuzione dell'offerta ai cittadini. Forse la campagna di oggi sarà l'ultima iniziativa di comunicazione che sarà possibile fare". Foresti parla poi della sua stessa azienda, la Teva, "che detiene il 30% del mercato dei generici in Italia e che quindi risentirà molto di questi tagli. Avevamo dei piani di sviluppo e ora saremo costretti a rivederli. Non licenzieremo solo perché non siamo sprovveduti, ma non potremo di certo contribuire ad assorbire gli esuberi presenti nel settore della farmaceutica. Questa è la miopia della politica, che non capisce che il comparto è fatto di due vasi comunicanti fra loro. Insomma, è l'ennesima prova che in Italia il generico non interessa e che non lo si vuole sviluppare. Andremo a contare i danni di questa decisione - conclude - che avrà delle ricadute pesantissime". Il nuovo intervento sulla spesa farmaceutica rilancia 'la necessita', da parte di tutto il comparto ma anche della parte pubblica, di elaborare una strategia che tenga conto delle necessita' e delle criticita' di tutta gli attori del mondo del farmaco'. Così il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti (Fofi), Andrea Mandelli, commenta la riduzione del prezzo dei farmaci a brevetto scaduto decisa dall'Agenzia del Farmaco.
'Una necessita' che abbiamo piu' volte fatto presente dalle vicende del Decreto Abruzzo in poi - continua in una nota - E' evidente che la discesa dei prezzi dei farmaci non coperti da brevetto e' una tendenza mondiale, ma vanno considerati alcuni pericoli'. Ad esempio c'è 'il rischio che alcuni medicinali, anche importanti, scendano al di sotto della soglia dell'economicita' per chi li produce - spiega - come e' accaduto per esempio per alcune eparine piú datate. Poi c'e' l'aspetto della dispensazione: come è possibile remunerare un professionista con un margine su un farmaco che costa due euro?
E' per questo che in alcuni casi per il prezzo dei generici è previsto un ulteriore riconoscimento per la dispensazione dei farmaci più economici, in termini di margine o di quota fissa'.
Secondo la Fofi e' quindi tempo di 'rivedere la remunerazione della farmacia - conclude Mandelli - in modo che la necessità delle Regioni di contenere la spesa non si traduca nel depauperamento del servizio farmaceutico sul territorio. E' venuto il momento che anche in Italia si esaminino in modo organico i problemi del settore, cercando soluzioni razionali e condivise alle criticita''.

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