Dottnet intervista Brunetta: quintali d’ingiurie sui certificati, ma vado avanti. Intanto continuano le proteste in tutta Italia. Fazio: 350 milioni per l’H24

Silvio Campione | 03/04/2011 09:34

Tra malcontento e rassegnazione i medici di famiglia sono sempre al centro dell’attenzione dei rappresentanti del Governo. Il ministro della Sanità, Ferruccio Fazio, vede tuttavia un clima di intesa con la categoria e annuncia passi avanti nell'applicazione del piano sanitario nazionale."Il rapporto con i medici di medicina generale è eccellente - assicura Fazio -. La rivalorizzazione del territorio passa attraverso il potenziamento delle cure primarie e, in questa direzione, abbiamo finanziato per il secondo anno tra gli obiettivi di piano l'h24 con 350 milioni di euro l'anno per gestire le urgenze dei codici bianchi e verdi al di fuori dei pronto soccorso". "Adesso dobbiamo realizzare la continuità assistenziale - ha aggiunto Fazio - che deve transitare proprio dalla medicina generale e che deve essere in direzione dell'associazionismo".

Ma il ministro accenna anche ai certificati online: “Nella vicenda dei certificati online sono stato al fianco dei medici di famiglia e alla fine ce l'abbiamo fatta a risolvere il problema, anche grazie all'aiuto del ministro Brunetta che ha dato una grande accelerata”. Già, ma le proteste sulla spedizione telematica del documento continuano, con l’aggravante si stanno estendendo anche sul fronte delle ricette online. “In Campania i corsi di formazione avviati dalla Regione sulle ricette via web sono andati quasi deserti. La maggior parte dei medici non ha partecipato  - dichiara Luigi Sparano, segretario provinciale Fimmg di Napoli -  le presenze sono inferiori al 2 per cento”. A suo giudizio “sono corsi inutili e non concordati con le organizzazioni sindacali di categoria, oltre al fatto che impediscono ai medici di famiglia di fare la normale assistenza primaria quotidiana in quanto lo svolgimento dei corsi era previsto proprio durante le ore di ambulatorio”. E grande successo ha avuto lo sciopero informatico promosso dallo Snami il 28 e 29 marzo scorsi per la sola Lombardia: “Un consenso quasi bulgaro – dichiara Roberto Carlo Rossi, presidente regionale lombardo dello Snami (il Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici Italiani), di fatto la confederazione che raggruppa la maggioranza dei medici convenzionati lombardi e il secondo a livello nazionale -. Contro le incredibili inefficienze del sistema”. “Non ne possiamo più di fare aspettare i pazienti fuori dallo studio perché il sistema si blocca – precisa Rossi -. Come non ne possiamo più di essere costretti a cambiare computer ogni due anni (o meno) perché i programmi sono sempre più pesanti e richiedono, peraltro inutilmente, sempre più memoria. Mica ci siamo laureati in informatica. Vogliamo solo fare i medici ed essere al fianco dei cittadini nostri pazienti». La tesi è semplice”. “Chiediamo solo che il sistema funzioni - dice Rossi - non siamo per principio contro le innovazioni, se facilitano la vita della gente. Ma qui, al contrario, ci troviamo a dover fare i conti con leggi che ci penalizzano economicamente e promettono addirittura il licenziamento, se non utilizziamo un sistema che non funziona per problemi tecnici che, peraltro, stiamo segnalando da diversi anni e ai quali nessuno vuole davvero porre rimedio”. E la prossima volta lo Snami sarà ancora più duro, con uno sciopero che potrebbe durare anche diversi giorni. Bene anche la protesta avviata da Ernesto Paola: "Abbiamo raggiunto la massima adesione auspicabile: in ogni regione italiana, in ogni provincia, si è manifestato per la dignità della professione medica e nell'interesse dei pazienti". "Non siamo burocrati - spiega Paola - e per questo chiediamo al ministro Fazio di ritirare il progetto di ricetta online, cosi da non sottrarre tempo utile ad assistere i nostri pazienti; non siamo fannulloni e per questo abbiamo deciso di manifestare in orario extralavorativo, con buona pace del Ministro Brunetta". A questo punto ci siamo rivolti direttamente al ministro Brunetta, che abbiamo incontrato a Napoli a margine di un convegno.

Ministro, lo sa che non è molto amato dai medici italiani?

Mi sono preso quintalate di ingiurie sulla vicenda dei certificati online, ma ho le spalle forti e vado avanti con le ricette telematiche. E comunque sono il più amato dagli italiani che apprezzano i miei sforzi per rendere più snella e veloce la burocrazia.

I medici si lamentano che lavorano di più senza retribuzione.

Inviare un documento via internet non richiede alcuna fatica. Voglio comunque ricordare che con i certificati online l’Inps, tanto per fare un esempio, ha spostato 500 dipendenti verso altri incarichi: personale che prima era adibito a esaminare e smistare i certificati che arrivavano su carta.

Quali risultati ha prodotto l’introduzione dei certificati online?

Oltre al risparmio pe le casse pubbliche e per i cittadini  abbiamo quasi del tutto eliminato abusi, truffe, opportunismo ai danni di aziende e enti pubblici. Adesso possiamo monitorare l’andamento delle malattie di ogni dipendente. Un risultato sorprendente che ci porterà a lavorare sulle ricette online con maggiore convincimento.

Conferma che la ricetta online sarà pronta a fine anno?

Ci sto lavorando giorno e notte con grande impegno. Con la ricetta online abbatteremo di un 20, 30 per cento truffe e abusi. E dall’anno prossimo le regioni saranno in grado di conoscere  quanti malati ci sono sul territorio, quanti farmaci hanno ricevuto e con quale spesa. Insomma potremo realizzare una sorta di mappa della salute che consentirà di monitorare in tempo reale gli impegni economici da sostenere. Assestando un altro colpo a truffatori e opportunisti.  Clicchi qui per essere informato.

 

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