Oltre metà delle Asl pubblica sul web i tempi delle liste di attesa. Meglio al Nord-Ovest

Silvio Campione | 03/04/2011 09:52

Sempre più cittadini possono cercare sul web informazioni sulle liste di attesa nella loro Asl o nella loro Regione per le prestazioni sanitarie. I tempi di attesa, insomma, stanno diventando sempre più trasparenti grazie all'uso del web, in crescita costante, seppur lenta, dal 2005 ad oggi. Quasi sei Asl su dieci e circa la metà delle Regioni, infatti, con performance migliori registrate nel Nord-Ovest, pubblicano questi dati sui propri siti internet, rendendoli facilmente accessibili per i pazienti.

E' il quadro che emerge dal IV Rapporto del ministero della Salute 'sull'utilizzo di Internet come strumento di comunicazione dei dati sui tempi di attesa nei siti web delle Regioni e P.A. e delle strutture del Servizio sanitario nazionale', monitoraggio che diventerà ''sistemico'' e a cadenza annuale, dopo l'approvazione, alla fine del 2010 del nuovo Piano per le liste di attesa. Se nelle precedenti rilevazioni, del 2005, 2007 e 2009, risultava, a differenza di quest'ultima di novembre 2010, ''uno scarso utilizzo di internet come veicolo di comunicazione e trasparenza sui tempi di attesa'', nell'ultimo anno, invece, la percentuale di strutture che usa la rete per informare i cittadini si è attestata sul 44% (379 i siti analizzati in tutto). L'incremento, rileva il Rapporto, è stato costante e pari rispettivamente al 21%, 22% e 10% sulle altre tre rilevazioni. Ad essere più attive sul web sono le Asl (che nel 57% dei casi - 95 su 166 - pubblicano sui loro siti i tempi reali o massimi di attesa, in genere per le prestazioni ambulatoriali, con un incremento del 16% rispetto all'ultima rilevazione). E se in vetta alla classifica si trovano le strutture del Nord-Ovest (dove il 79% di Asl e aziende ospedaliere comunica i tempi di attesa via web), ci sono anche al Nord Regioni, tra quelle considerate 'virtuose' sul fronte dei conti, che ancora faticano a precorrere la strada virtuale, come il Veneto (dove solo 7 Asl su 21 danno i dati) o l'Emilia Romagna (con sole 4 Asl su 11). A fornire indicazioni utili ai cittadini, secondo il Rapporto, e' poi il 48% dei siti web delle Regioni (10 su 21, con una prevalenza sempre di quelle del Nord), e il 47% delle Aziende Ospedaliere (A.O.), mentre registrano percentuali più basse gli Irccs (21%) e i Policlinici universitari (14%).

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