Mamme anche con cancro o con un trapianto: le nuove frontiere della medicina perinatale

Redazione DottNet | 04/04/2011 09:09

Mamme nonostante tutto. Ovvero diventare mamme anche se si è subito un trapianto d'organi o si è da poco avuto un cancro. Oggi, grazie agli enormi progressi della medicina perinatale, questo è possibile, e si aprono nuove frontiere per la maternità. A fare il punto e delineare le sfide del futuro per il settore della salute neonatale sono gli esperti riuniti a Firenze per il XIV Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP). Un'occasione per puntare i riflettori sulle criticità presenti, a partire dalle problematiche legate alle nascite pre-termine, ma anche per sottolineare gli avanzamenti della medicina in questo campo, che pongono l'Italia, affermano i medici, ''in prima linea per la salute di mamme e neonati''.

''L'Italia - rileva il presidente SIMP Gianpaolo Donzelli - occupa una posizione buona o quanto meno in linea con quella degli altri paesi europei per quanto riguarda la salute perinatale sia riferita alla mamma che al neonato. Tuttavia, rimangono ancora aperte alcune problematiche come i nati pretermine che, nel nostro Paese, rappresentano il 6,5% dei nati vivi''. L'innalzamento dell'età materna e il maggior ricorso alla procreazione assistita, con conseguenti nascite gemellari, costituiscono la causa principale dei nati prematuri, di cui i neonati gravemente pretermine (<32 settimane) rappresentano lo 0,9%, mentre il 5,6% ha età gestazionale tra 32<37 settimane. Si registra, poi, un aumento dei parti cesarei, che mette l'Italia in pole position con la percentuale più alta d'Europa (37%). Ma quali sono oggi i 'filoni' innovativi della medicina perinatale? Essenzialmente due: uno è quello oncologico, dove si stanno facendo tutti gli sforzi affinché la paziente colpita da tumore riesca ad iniziare ed a portare a termine una gravidanza senza mettere in pericolo ne' la propria salute ne' quella del neonato; l'altro è la gravidanza nelle donne trapiantate, per le quali è in fase di attuazione un Registro, il primo in Italia e in Europa, in collaborazione con l'Ospedale Meyer di Firenze, l'Istituto Superiore di Sanità e il Centro Nazionale Trapianti, al fine di raccogliere i dati e delineare linee guida specifiche. Dato il notevole progresso raggiunto nelle pratiche chirurgiche dei trapianti d'organo, affermano gli esperti, la gravidanza è infatti percepita oggi possibile per le donne sottoposte a trapianto. In letteratura sono riportati circa 14.000 nati da madre trapiantata ed In Italia ogni anno sono circa 1.000 le donne che subiscono un trapianto d'organo. Quanto ai tumori, l'8% dei tumori femminili è diagnosticato sotto i 40 anni e curato con successo. Oggi, assicurano gli specialisti, i migliorati tassi di sopravvivenza, associati a trattamenti conservativi, permettono a giovani donne con forme precoci di tumori ginecologici e con stadi iniziali di altre neoplasie di affrontare delle gravidanze, tenendo conto che in media una gravidanza su 1.000 è complicata da tumori (75% solidi come per la mammella o i melanomi, e 25% ematologici). E la consulenza preconcezionale ''rappresenta uno strumento fondamentale nella prevenzione di condizioni patologiche associate alla gravidanza, potenzialmente capaci di influenzare l'esito perinatale. Ed a maggior ragione in una storia di neoplasia - conclude Donzelli - è importante fornire informazioni alla donna circa la possibilità di effettuare trattamenti conservativi rispettosi della fertilità''.

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