Pronto soccorso ospedaliero: monta la protesta contro i certificati online che portano via tempo alle emergenze. I pazienti dirottati dai medici di base. E da luglio arriverà la verifica telematica dell’esenzione

Silvio Campione | 05/04/2011 20:17

Monta la protesta contro i certificati online. E questa volta a scendere in campo non sono i medici di base bensì i colleghi dei pronto soccorso: la legge Brunetta, entrata in vigore dal febbraio scorso, sull’argomento è chiara.  Gli ospedali, insieme ai medici di famiglia sono tenuti a farli. Ma, mentre questi ultimi, stando anche ai dati che periodicamente diffonde l’Inps sono in crescita, i medici dei pronto soccorso non ne vogliono sapere. E non è certo un boicottaggio o uno sciopero individuale: fare anche queste pratiche – dicono dagli ospedali – significa perdere tempo e in un’emergenza ciò non è consentito con i pazienti che attendono risposte tempestive. Il risultato?

 Chi ha bisogno di un certificato va dal medico di base. Un coro unanime, dunque, si solleva dai nosocomi italiani, anzi, i responsabili dei servizi di  alcune strutture milanesi hanno sottoscritto una lettera inviata all’Asl, in cui sostanzialmente si chiede di non dover far fronte a questa incombenza e di non essere penalizzati con sanzioni. La richiesta è firmata dai dirigenti del Policlinico, Fatebenefratelli, San Paolo, San Carlo, Sacco, Niguarda. Con loro anche il San Raffaele e l’Humanitas, ovvero due importanti centri privati convenzionati.  Insomma il rischio che si scateni una battaglia tra medici, da un lato il pronto soccorso e dall’altro gli studi di famiglia, c’è ed è evidente. Come ormai si sa i certificati online sono da mesi al centro delle contestazioni anche dei medici di famiglia che tuttavia non vedono di buon occhio la protesta dei colleghi dei pronto soccorso, come ha detto recentemente Carlo Alberto Rossi, il responsabile per la Lombardia dello Snami, uno dei sindacati dei medici di famiglia: “Anche i pronto soccorso devono fare la loro parte. E poi si battano con noi per chiedere all’Asl che gli ambulatori di continuità assistenziale, sono nove in tutta Milano, siano meglio pubblicizzati e più coinvolti nella compilazione dei certificati di malattia”. Insomma un faccia a faccia medico di base contro medico ospedaliero che rischia di gettare una luce fosca sull’opinione che hanno gl’italiani sui professionisti: già, perché il 76% degli italiani dichiara infatti di fidarsi del proprio "medico di famiglia", secondo la ricerca  di  Nextplora per l'Osservatorio Sanità istituito da UniSalute.E il 64% del campione afferma di avere fiducia negli ospedali pubblici e addirittura una considerevole fetta  (34%) dichiara in maniera categorica che le strutture pubbliche sono sempre migliori di quelle private. Un po' inferiori invece le percentuali di coloro che dichiarano di riporre fiducia nelle cliniche private (58%). Il tutto poi alla vigilia di altre importanti rivoluzioni telematiche: la ricetta online, il fascicolo elettronico ma anche le regole per ottenere l’esenzione del pagamento del ticket a causa del reddito. Non cambiano i criteri di assegnazione, ma non sarà più possibile autocertificarsi direttamente con una firma sulla ricetta medica come si è fatto finora. In alto a sinistra, sul medesimo foglietto rosa il medico di famiglia che prescrive dovrà inserire il codice adeguato, in base ai dati specifici dei quali sarà in possesso e comunicati a lui dal Ministero dell’Economia e Finanze. Online gli verrà fornito l’elenco corretto e potrà così aggiornare la situazione dei suoi pazienti. Per coloro che non sono presenti in elenco, ma ritengono di avere i requisiti per questa esenzione, basterà recarsi presso gli uffici di competenza della Asl e fare la dovuta autocertificazione. Il passaggio andrà  convalidato da ciò che il medico riscontra. Il tutto in attuazione del Decreto Ministero dell’Economia e Finanze del 11 dicembre 2009 (G.U. n. 302 del 30/12/2009). Piccole deroghe sono concesse per le prescrizioni fino al 30 Giugno 2011. Poi si passa ala fase definitiva che scatterà dal primo luglio, quando  non saranno più accettate ricette riportanti la firma del cittadino come autocertificazione. Ma occorrono adeguate strutture informatiche ovvero una rete correttamente funzionante che permetta al medico di medicina generale di poter dialogare con l’agenzia delle entrate nel modo più consono. Un altro fronte che si aprirà. Clicchi qui per essere informato.

 

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