Bologna, primario di gastroenterologia indagato per la morte di una paziente

| 06/04/2011 16:26

Avviso di fine indagine per quattro dei medici finiti indagati per la morte di Loredana Mainetti, 59 anni, avvenuta il 25 settembre alla gastroenterologia dell'ospedale Maggiore di Bologna, dopo un intervento chirurgico per l'asportazione di un polipo al duodeno fatto il 22. Loredana Mainetti venne poi sottoposta il 23 ad un intervento di urgenza, e morì di setticemia il 25. Sul registro degli indagati erano stati iscritti dal pm Rossella Poggioli 13 medici (tutti quelli che si occuparono della paziente); per tutti gli altri quindi si profila all'orizzonte una richiesta di archiviazione. Tra i medici cui è stato notificato l'avviso di fine indagine anche il primario di gastroenterologia, Nicola D'Imperio (avv. Nicola Mazzacuva e Antonio Pintor), e il medico che fece l'intervento, Paola Billi (avv. Sabrina Giampietro e Giuseppe Coliva).

Avviso anche per il medico di turno e un altro che, pur non essendo di turno, era presente nel reparto nel pomeriggio del 22. Per tutti l'accusa è di omicidio colposo in concorso. Al direttore dell'unità operativa si imputa anche il fatto di aver affidato la polipectomia ad una persona priva della necessaria esperienza, e di aver omesso di disporre un opportuno monitoraggio del decorso della paziente, oltre che un opportuno iter diagnostico. Secondo una consulenza disposta dal pm Poggioli, Mainetti morì per le complicanze dovute alla perforazione duodenale avvenuta dopo l'asportazione endoscopica di un polipo. Secondo quanto rilevato dai due consulenti (i medici Alberto Neri e Matteo Tudini) c'era una elevata' probabilità che 'l'effettuazione dei necessari approfondimenti diagnostici avrebbe permesso un trattamento chirurgico più tempestivo, aumentando, in maniera considerevole, la possibilità di sopravvivenza'. Per la consulenza 'il comportamento dei sanitari di gastroenterologia che ebbero in cura la Mainetti dalle 10.30 del 22 alle 3 del 23 non è da ritenersi in linea con quelle che sono le indicazioni della legge dell'arte medica'. Per i medici legali l'intervento in endoscopia è consigliabile solo in Centri ad alta specializzazione, e invece all'unità operativa di gastroenterologia del Maggiore, 'risulterebbero eseguiti - scrivevano - solo pochissimi interventi di polipoctemia duodenale a fronte delle centinaia di polipectomie sul colon'. La dottoressa Billi al momento dell' effettuazione della polipectomia duodenale sarebbe stata, per i consulenti, alla prima esperienza nel distretto. A seguito dell' intervento furono realizzate due perforazioni, e poiché la perforazione è una complicanza ampiamente descritta dell' intervento, per i consulenti, avrebbe dovuto essere riconosciuta, anche per i sintomi e il dolore mostrati dalla paziente.

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