Sempre meno ortopedici, gli ospedali costretti a chiudere i reparti. Bartolozzi (Siot): troppi rischi legati alla professione

Ortopedia | | 07/04/2011 15:38

E’ un bollettino di guerra quello che arriva da diversi ospedali italiani. I reparti di ortopedia di molti nosocomi stanno per essere smantellati: mancano i medici, il personale infermieristico e a  volte anche i pazienti. In Liguria gli ortopedici ospedalieri diventano come i privati, o quasi: la Regione ha deciso di applicare anche ai medici che dipendono dal sistema pubblico il modello di collaborazione che viene proposto agli ortopedici che lavorano nel privato, per recuperare le "fughe", con i dovuti correttivi, beninteso. Si tratta in sostanza di mettere a disposizione delle équipe degli ortopedici ospedalieri, reparti e sale operatorie in cui, determinati giorni alla settimana, possano operare dedicandosi alla cosiddetta attività di elezione.

 Fuori dai reparti in cui lavorano quotidianamente. Quasi la stessa cosa che la Regione sta facendo con gli ortopedici assunti con i contratti privati: offrire loro sale operatorie e reparti per un certo numero di giorni alla settimana. Il primo test al  nuovo ospedale di Rapallo, poi si vedrà via via come procedere.  Ed è allarme anche in Puglia a Nardò: il “San Giuseppe Sambiasi” di Nardò ha perso il reparto di Ortopedia, subito dopo il  blocco dei ricoveri dal 21 marzo. Il Pronto Soccorso è ancora in piedi, ma solo per questioni di lieve entità. Pertanto, se si dovesse verificare un incidente stradale con richiesta del polo chirurgico- ortopedico il paziente va direttamente trasportato ai  vari nosocomi limitrofi,  altrimenti il Pronto Soccorso si prodiga per trasferirlo altrove.  E per i pazienti ortopedici va male anche a Cosenza dove si è deciso di avviare una raccolta di firme da inviare  al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro Ferruccio Fazio per la difesa del diritto alla salute degli abitanti. Il nodo è  il reparto di Ortopedia, uno dei centri nevralgici dell'ospedale non fosse altro per la continua collaborazione con il Pronto soccorso, a rischio chiusura per carenza di medici. Stesso problema anche all’ospedale di Nola, nel Napoletano, dove la mancanza di ortopedici mette a rischio il reparto. E anche da lì arrivano le proteste dei cittadini. Tagli pure a Sora nel Frusinate, e sempre per l’ortopedia. Perché, dunque, c’è tanta carenza di ortopedici?  La causa principale di «questo allarmante trend - spiega il presidente Siot Pietro Bartolozzi - è da ricercarsi nella difficoltà a garantire alla categoria una copertura assicurativa: i giovani si rendono conto di avere pochissime tutele e non sono dunque motivati a intraprendere questa impegnativa carriera». Come Società, è la denuncia del presidente degli ortopedici, «abbiamo infatti grandi difficoltà a rapportarci con le assicurazioni, perché sono poche quelle pronte ad affrontare il rischio legato alla professione, considerando che gli ortopedici sono tra le categorie che registrano il maggior numero di denunce».

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato