Dal primo aprile i medici di base devono verificare le esenzioni ticket. Ma i sindacati non ci stanno: dopo i certificati si apre un altro fronte

Silvio Campione | 07/04/2011 19:29

certificati-online ticket

'Stanare' l'esercito degli evasori dei ticket sanitari. Con questo obiettivo, dal primo aprile sono in vigore le nuove norme volute dal ministero dell'Economia e che prevedono un nuovo compito per i medici: quello di verificare il diritto dei loro assistiti all'esenzione del ticket in base al reddito. Una mansione che, affermano vari sindacati, trasforma i medici in nuovi 'agenti del fisco', sottraendo loro tempo prezioso all'assistenza clinica. Le nuove norme sono previste da un decreto ministeriale del 2009, ma i sindacati medici non ci stanno e denunciano anche l'alto rischio di errori.

 Certamente, concordano i sindacati, è opportuno combattere l'evasione anche in questo settore - considerando che, secondo alcune stime, ammonta ad oltre un miliardo di euro l'anno l'evasione sui ticket sanitari e sarebbe esentato senza diritto circa il 40% dei malati - ma ciò va fatto con il ''personale appropriato''. Ma da dove nasce la 'mega truffa' dei ticket? A godere dell'esenzione dei ticket dovrebbero essere le fasce con reddito più basso, ma basta un'autocertificazione per non pagare la tassa su visite ed esami. Autocertificazioni che, in molti casi, risultano false.

- ESENZIONE TICKET, DA APRILE VERIFICA SPETTA A MEDICI: Spetterà dunque ai medici la verifica delle esenzioni del ticket per reddito per visite ed esami specialistici, sulla base di un decreto del 2009 del ministero dell'Economia. I medici che prescrivono prestazioni specialistiche su ricetta del Servizio sanitario nazionale dovranno infatti indicare, su richiesta del paziente, il codice di esenzione per reddito, dopo aver consultato uno specifico elenco fornito dal sistema Tessera Sanitaria-Agenzia delle Entrate che riporta la condizione di esenzione dell'assistito. Saranno i medici, cioè, a dover consultare attraverso il pc i dati del ministero per accertare l'eventuale esenzione di ogni loro paziente, verificando anche l'anno di riferimento del reddito. Procedure, sottolinea la categoria, che competono di norma a funzionari Inps o dell'Azienda sanitaria.

- LA RIVOLTA DEI SINDACATI DI CATEGORIA: Questo decreto, commenta il segretario nazionale Fimmg Giacomo Milillo, ''non è applicabile, per un motivo fondamentale: il medico non ha le competenze per guidare l'assistito in tale campo, e c'è dunque un elevato rischio di errori per via del fatto che i medici non hanno una competenza giuridico-economica tale da potersi districare in questo settore. Dunque, riteniamo inopportuno delegare ai medici questo compito''. La verifica dell'esenzione, afferma la Fimmg, ''dovrebbe invece spettare alle Usl ed ai patronati, ovvero agli enti riscossori dei ticket''. Una soluzione, quest'ultima, afferma Milillo, ''già adottata ad esempio dalla Regione Emilia Romagna''."La verifica delle esenzioni non è compito del medico", incalza  Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed, che respinge al mittente le decisioni prese da alcune Regioni. "Ancora una volta - sottolinea in una nota Troise - i medici italiani sono costretti a ricordare che sui doveri di cura, come ricordato di recente dalla Corte di Cassazione, non possono esserci interferenze di ordine amministrativo e burocratico. Dopo la vicenda delle certificazioni online, tutt'altro che risolta, bisogna ora far fronte a un altro onere assolutamente improprio che l'Anaao Assomed respinge al mittente". L'Associazione, "pur riconoscendo la gravità dell'evasione", chiede che le operazioni di verifica "siano di competenza del personale amministrativo della Asl che ha accesso al sistema tessera sanitaria e non certo del medico deputato ad eseguire la prestazione sanitaria. In tal modo, nel rispetto dei compiti istituzionali delle singole categorie di operatori, si evita di utilizzare risorse ad elevato tasso di professionalità per compiti che non richiedono competenze sanitarie".Una “imposizione ragionieristica che svilisce la professionalità del medico”. Così il segretario nazionale della Fp-Cgil Medici, Massimo Cozza, commenta il decreto. “Infatti - sottolinea il leader sindacale - il medico è costretto a sottrarre tempo al lavoro clinico per assolvere compiti burocratici”. Certamente, precisa Cozza, “è giusto che il fenomeno dell'evasione sia combattuto anche in questo settore, ma per fare ciò - conclude - è necessario utilizzare personale appropriato”. Clicchi qui per essere informato.

 

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