Lavoro notturno e usurante, lo Smi incontra Fazio: troveremo insieme soluzioni idonee per la categoria

Sindacato | Redazione DottNet | 08/04/2011 09:43

Il Sindacato dei Medici Italiani-Smi ha incontrato  il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Oggetto dell’incontro il riconoscimento del lavoro notturno attraverso un apposito provvedimento per i medici convenzionati della continuità assistenziale (guardia medica) e dell’emergenza territoriali -118 e per estensione l'inserimento di queste due categorie tra i lavori usuranti. La delegazione dello Smi, composta dal segretario generale Salvo Calì e dalla responsabile dell’area convenzionata, Maria Paola Volponi, ha sottolineato che questi professionisti operano di notte e in condizioni di stress evidenti, oltretutto con un rapporto di lavoro orario del tutto assimilabile a quello dipendente.

Alla fine della riunione, i dirigenti dello Smi hanno mostrato soddisfazione: «Il Ministro – hanno dichiarato Volponi e Calì - ha dimostrato grande disponibilità, condividendo il merito delle proposte avanzate dallo SMI e riservandosi di attivare tutti gli strumenti più idonei perchè queste esigenze possano trovare soluzioni. Ora attendiamo che su questo nodo ci sia anche la spinta di tutte le altre organizzazioni sindacali. D’altronde è un dato di fatto: questi medici lavorano di notte e, spesso, in situazioni di stress. Il paradosso, oltretutto, è che, per esempio, in molte postazioni del 118 si troveranno a convivere camici bianchi convenzionati e altri dipendenti, che hanno le stesse funzioni, ma non gli stessi diritti e le stesse garanzie».  «Nel corso del confronto – hanno concluso i dirigenti dello Smi – anche sulla base di alcune nostre osservazioni in merito alla necessaria riorganizzazione delle cure primarie e alla burocratizzazione del lavoro medico (certificati di malattia online, il fascicolo elettronico, l’obbligo di controllo per l’esenzione per reddito dei pazienti…ecc), il ministro ha sottolineato l'importanza del territorio e chiesto la disponibilità ad un confronto tra il ministero e i sindacati dell'area per valutare le criticità del sistema. Lo Smi, chiaramente, è pronto a discutere di tutti questi temi e a esporre le proprie proposte».

 

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