Iss, in psichiatria cure inadeguate e in ritardo per la metà dei casi

| 10/04/2011 12:20

iss psichiatria sanità-pubblica

Solo il 50% delle cure di salute mentale sono veramente adeguate, in particolare per i disturbi gravi. L'identikit del paziente che soffre di questi problemi e' quello di persone giovani, che vivono ancora nella famiglia di origine e che vive in difficoltà economica. "Sono soprattutto i casi nuovi - ha spiegato Antonio Lora, presidente della Società italiana di epidemiologia psichiatrica, durante un convegno sulla salute mentale all'Istituto superiore di sanità - quelli che ricevono un trattamento non sempre adeguato e spesso in ritardo. Probabilmente perché è solo recentemente che ha iniziato ad affermarsi la cultura di un intervento tempestivo nei nuovi casi".

Un aiuto in tal senso potrà venire dal nuovo sistema di informatizzazione per la raccolta dei dati, ha concluso Lora, "a cui ora ogni regione dovrà inviare le proprie informazioni e riferirsi. Raccogliendo i dati e monitorando la situazione, sarà più facile organizzarsi e intervenire più tempestivamente". Nella fotografia dei pazienti con disturbi di salute mentale gravi seguiti dai Centri di salute mentale (Csm) pubblici italiani, realizzata nell'ambito del progetto Seme (Sorveglianza epidemiologica integrata in salute mentale), promosso dall'Istituto superiore di sanità (Iss) e che ha coinvolto 22 Csm in 15 regioni, è emersa che i disturbi colpiscono i giovani (l'età media è di 37 anni), che vivono con la famiglia d'origine (48%), in difficoltà economiche (87%), con una lieve maggioranza donne (54%). Il quadro che emerge racconta di pazienti con un basso grado di istruzione (48%), disoccupato (40%) o in difficoltà economiche (87%) e che ha un impiego solo nel 29% dei casi. Il 58% di loro è single Nel corso di questo primo anno di sorveglianza la rete dei csm ha segnalato 343 nuove diagnosi (con un'incidenza di 17,7 casi per 100mila) di disturbi mentali gravi: in particolare il 42% e' stato di disturbi psicotici, come schizofrenia e disturbo delirante, il 30% di disturbi bipolari, il 19% di episodi depressivi maggiori con sintomi psicotici o un recente tentativo di suicidio, e il 9% di anoressia nervosa. 'Il dato più rilevante, da un punto di vista di salute pubblica - ha continuato Gigantesco - è che in media trascorrono 4 anni tra la comparsa dei primi sintomi dei disturbi e la presa in carico dei pazienti da parte dei servizi di salute mentale pubblici. Se avvenisse prima, la prognosi sarebbe migliore'.