Ricette online: primi test falliti. Brunetta: è un problema del ministero dell’Economia, ma tutto si aggiusterà come per i certificati

Medicina Generale | Silvio Campione | 11/04/2011 18:48

I medici campani lo avevano detto: la ricetta online non funziona. E a conferma della loro tesi avevano disertato in massa i corsi di formazione varati dalla regione. Sembra, dunque, che il nuovo sistema delle stenta a decollare. Nelle due regioni coinvolte nella sperimentazione (Piemonte e Campania) lo scenario che emerge è infatti a tinte fosche: circa un quarto dei medici coinvolti nel progetto non ha inviato neanche una ricetta online; il 10%, occasionalmente, solo qualche report giornaliero e il restante 65% ha compilato in tutto 3-4 ricette elettroniche.

A scattare la fotografia sullo stato della sperimentazione della ricetta online è Silvestro Scotti, vicesegretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), che dice senza mezzi termini: "Questa sperimentazione è stata un flop, sia in Campania che in Piemonte. Al momento l'intero impianto è improponibile". Eppure il 5 marzo scorso in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze che stabilisce la chiusura della fase di sperimentazione e fissa i tempi di avvio del nuovo sistema. E anche il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta, si è mostrato ottimista in tal senso: "Entro l'anno penso che la ricetta online diventi realtà", ci ha dichiarato recentemente durante un nostro incontro a Napoli. Ma le cose - secondo i camici bianchi - stanno in un altro modo: "Il sistema - spiega Scotti - è macchinoso e pieno di falle. E inoltre ai medici mancano gli strumenti idonei per operare: linea adsl, software, eccetera". L'avvio del sistema - con l'eccezione della Lombardia, dove la ricetta online è una realtà già da qualche anno - prevede un inizio scaglionato da Regione a Regione. La prima a partire è stata il primo aprile scorso la Valle d'Aosta, seguirà l'Emilia Romagna il 1 maggio, poi Abruzzo, Campania, Molise, Piemonte e Provincia autonoma di Bolzano il 1 luglio, Calabria e Liguria il 1 settembre e Basilicata dal 1 ottobre, mentre resta da calendarizzare l'avvio a regime per le altre Regioni. Una volta che il sistema sarà entrato definitivamente a regime, il paziente potrà recarsi in farmacia con la tessera sanitaria e un codice attribuito alla ricetta in modo che il farmacista, collegandosi al sistema, possa leggere la prescrizione. La ricetta elettronica, partendo dallo studio del medico che la compila, arriverà online alla Regione e al ministero dell'Economia, favorendo così il controllo sulle prescrizioni e sulla spesa. L'innovazione dovrebbe infatti garantire un taglio del 30% della spesa farmaceutica. Si prevede un risparmio attorno ai 2 miliardi di euro all'anno. Alla luce dei fatti, però, ci vorrà del tempo per mandare in soffitta la ricetta cartacea. Nonostante i vantaggi previsti dall'introduzione del nuovo sistema, e nonostante il decreto preveda delle sanzioni per i medici inadempienti. "A differenza di quanto previsto per i certificati di malattia online - sottolinea Scotti - qui la sanzione è amministrativa. E' prevista una penale di 1,20 euro lordi l'anno a paziente. Quindi se un medico ha mille pazienti può al massimo arrivare a pagare una sanzione di 1.200 euro lordi l'anno. Ma solo se verrà dimostrata la sua responsabilità. Cioè solo se la Regione di competenza gli avrà prima fornito tutti i fattori di produzione: linea, software, eccetera". Oltre al ministero dell'Economia e della Finanze, che ha la competenza primaria in materia di ricetta elettronica, in questa 'partita' gioca un ruolo anche il ministero della Pubblica amministrazione e innovazione. "Più che altro - spiegano dal ministero di Palazzo Vidoni - noi fungiamo da promotori del sistema, soprattutto nel passaggio dalla sperimentazione all'avvio a regime. Stiamo provando a dare un impulso e un'accelerata all'impianto. Ma dal punto di vista dell'attuazione risponde il ministero di via XX settembre". Dal ministero di Brunetta non sembrano troppo sorpresi, ma neanche preoccupati, dal risultato della sperimentazione. "Abbiamo già visto con i certificati di malattia online - sottolineano - che finche' non si parte davvero il sistema mostra lacune. Poi, quando si inizia a fare sul serio tutto si aggiusta e i problemi si risolvono". Una teoria confermata dai risultati raccolti in Valle d'Aosta, prima regione - il primo aprile scorso - a partire con la ricetta online. E anche con buoni risultati. Secondo una ricerca condotta dal segretario regionale della Fimmg, Roberto Rosset, il 62% dei medici valdostani spedisce la ricetta online senza problemi; il 35% con qualche difficoltà; mentre solo il 4% non è riuscito a spedire neanche una ricetta. "Da noi - spiega Rosset - l'introduzione di questo sistema è stata meno dolorosa. Siamo stati facilitati dal fatto che tutti utilizziamo, già da qualche anno, lo stesso software, un applicativo unico. Forse è per questo che siamo stati la prima Regione a partire". Clicchi qui per essere informato.

 

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