Cure palliative, la legge un anno fa ma si soffre ancora troppo. Aumentano gli hospice

Oncologia | Silvio Campione | 12/04/2011 19:08

Realizzazione a metà per la legge sulle cure palliative ad un anno dalla sua entrata in vigore un anno fa, nell'aprile del 2010, dopo essere stata approvata alla Camera dei Deputati all'unanimità, in un'occasione di rara concordia. La norma prevedeva la realizzazione di due network, quello sulle cure palliative e un secondo sulla terapia del dolore per l'accesso alle cure delle oltre 250 mila persone che ogni anno giungono alla fase finale della vita. Oggi, le due reti non sono ancora costituite e i due rami della riforma viaggiano a diverse velocità: gli hospice per le cure palliative aumentano, soprattutto al Nord, mentre i centri per la terapia del dolore non sono in rete, anzi, non sono neanche abbastanza perché quelli in grado di fornire prestazioni complete sono solo 54 in tutta Italia.

 Un bilancio in chiaroscuro quello che emerge da due corposi documenti che hanno effettuato una ricognizione della situazione: la relazione al Parlamento presentata dal Ministero della Salute e la Seconda Rilevazione sugli hospice in Italia, realizzata dalla Società italiana di Cure Palliative, la Fondazione Isabella Seragnoli e Fondazione Floriani. ''Ad un anno dalla legge era impensabile che fossero attivate entrambe le reti - afferma Marco Spizzichino, direttore dell'ufficio dedicato al monitoraggio della legge sulle cure palliative e la terapia del dolore, presso il Ministero della Salute - invece l'avvio è stato dato. Con le cure palliative eravamo già più avanti, mentre per la terapia del dolore oggi possiamo dire che i medici di medicina generale sono formati per indirizzare i pazienti verso un percorso di trattamento e cura''. Chi si occupa quotidianamente di terapia del dolore come Paolo Notaro, responsabile della struttura di Terapia del Dolore all'Ospedale di Niguarda di Milano e presidente della onlus Nopain non è dello stesso avviso, pur condividendo il positivo contributo che arriva dalla legge. ''Nella realtà manca ancora molto perché alcuni standard diventino pratica operativa in ospedale e poi ancora più difficile sarà fare il link con il territorio - sottolinea Notaro - . In ospedale siamo ancora lontani dalla standardizzazione della misurazione del dolore e non c'è chiarezza su quali e quanti sono i finanziamenti previsti per la creazione della rete del dolore cronico, rete ancora lontana dall'essere creata''. E' proprio Notaro che rileva come in Italia esistano oggi ''solo 54 strutture in grado di fornire prestazioni complete in questo campo''. Un anno non è abbastanza per fare un bilancio completo su una legge che ha avuto il merito di ''portare l'Italia ai più alti livelli in Europa'', come ha commentato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio all'indomani della sua approvazione. Un anno, però, è sufficiente, secondo Adriana Turriziani, presidente della Società Italiana di Cure Palliative a riconoscere che ''si è in presenza di un processo culturale molto avviato''. Si tratta di gestire ''una fase di transizione'' ma si può certamente dire che ''le cure palliative sono una realtà concreta anche in Italia''.Cresce in Italia la presenza di hospice, le strutture sanitarie residenziali destinate ad accogliere malati in fase terminale. Aumentano anche i posti letto mentre la rete della terapia del dolore non è ancora in fase avanzata di sviluppo e inoltre c'è un divario nell'offerta tra il Nord e il Centro-Sud dell'Italia. Un gap evidente nel numero e nella qualità del servizio ai cittadini e per il quale il Ministero della Salute auspica una soluzione ''nei prossimi 2-3 anni'', come sottolineato nella relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge (38/2010) sulle cure palliative e la terapia del dolore, ad un anno dalla sua emanazione. HOSPICE: il loro numero è passato dai 114 del 2006, ai 165 nel 2009, ai 229 del 2010, su 256 strutture totali programmate, secondo quanto riportato dalla Seconda Rilevazione ufficiale sugli hospice in Italia fatta dalla Società italiana di Cure Palliative, la Fondazione Isabella Seragnoli e la Fondazione Floriani. E' aumentato anche il numero posti letto, passato da 55 nel 1999 a 1.888 nel 2009, a 2.592 nel 2011 ed aumenteranno ancora fino a 2.615, pari a 0,48% posti letto per 10mila abitanti. Le regioni più avanti nell'attuazione del programma sono Lombardia, Emilia Romagna e Basilicata. Clicchi qui per essere informato.

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