Screening dell’epatite B e C per tutti: compito dei medici di base

Redazione DottNet | 13/04/2011 21:21

farmaci medicina-generale tumori

Estendere lo screening per l'epatite B e C a tutti in modo da effettuare una diagnosi precoce dell'infezione ed evitare che si arrivi alla malattia e le sue complicazioni, che possono sfociare nel trapianto di fegato o nel tumore. A farlo dovrebbero essere i medici di base, così come già fanno con lo screening per le malattie metaboliche e l'ipertensione. L'invito arriva da alcuni esperti in occasione della campagna promossa dall'associazione Epac onlus.

 ''Un'epatite che si evolve in carcinoma, cirrosi o trapianto costa al Ssn oltre 100 mila euro a persona - spiega Carlo Federico Perno, dell'università di Tor Vergata - mentre il costo di uno screening è di 3-4 euro''. Grazie ai nuovi farmaci per la cura dell'epatite C è possibile pensare oggi ''che la maggioranza delle persone infettate - continua - potrà guarire definitivamente. Anche per l'epatite B è possibile controllare il virus e la malattia farmacologicamente. Per questo è essenziale garantire l'accesso alla terapia a chi ne ha bisogno''. Il problema è che, secondo le stime dei medici, ''oltre il 50% delle infezioni è tuttora non diagnosticata - aggiunge Gloria Talliani, della Sapienza di Roma - Proprio per queste persone è essenziale arrivare ad una diagnosi precoce, che tramite lo screening è rapida e indolore''. Per sensibilizzare sul tema e questa malattia è stata allestita da questa mattina a piazza Montecitorio a Roma una struttura dove alcuni deputati e dipendenti della Camera si sono fatti prelevare campioni di sangue per lo screening. L'epatite B in Italia colpisce oltre 500 mila persone e quella C 2,5 milioni, mentre ogni anno muoiono più di 20 mila persone per malattie croniche del fegato.