Farmaci generici, i cittadini pagheranno la differenza imposta dall’Aifa. No della Toscana

Farmaci | Silvio Campione | 18/04/2011 17:38

Prezzi di rimborso ridotti fino al 40% per oltre 4mila farmaci generici, cioè quelli fuori brevetto. La novità, in vigore da venerdì, arriva dopo che l'Aifa ha pubblicato, nei giorni scorsi, la cosiddetta 'lista trasparenza', che contiene l'elenco dei nuovi prezzi di riferimento di tali medicinali. Si tratta di un elenco di 4189 specialità il cui prezzo è stato ridotto, così come previsto dalla manovra estiva 2010, sulla base del confronto con i prezzi vigenti in altri Paesi europei, UK, Germania, Francia e Spagna. E che si stima porterà a un risparmio per le casse dello Stato fino a 800 milioni di euro l'anno, solo per l'anno in corso di 625 mln di euro.

 Risparmio che però, è l'allarme lanciato dalle associazioni, ricadrà 'sulle tasche dei cittadini' se le aziende produttrici non adegueranno i loro listini prezzi a quanto stabilito dall'Agenzia del farmaco, pesando fino a 240 milioni di euro sui cittadini, in primis 'i malati cronici e quindi gli anziani', secondo le stime del centro studi Sic di Federanziani. L'Aifa dal canto suo conferma che da giovedì prossimo i prezzi dei farmaci generici saranno abbassati in linea al prezzo di riferimento indicato appunto dall'Agenzia. L'Agenzia per eliminare in tempi brevi i disagi per i cittadini legati ai ritardi nell'allineamento dei prezzi dei farmaci generici al prezzo di riferimento stabilito, ha proceduto ad una verifica dei tempi previsti dalle Aziende per questo allineamento.
Ne risulta che entro giovedì prossimo, data di prossima pubblicazione della Gazzetta Ufficiale, le Aziende avranno per la maggior parte adeguato i loro prezzi al pubblico a quello di riferimento venendo cosi' a cessare ogni difficolta' per i cittadini.
'Come annunciato - ha sottolineato il Direttore Generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco Guido Rasi - l'Aifa ha seguito con grande attenzione e preoccupazione l'evolversi della situazione venutasi a determinare con l'applicazione del decreto legge 78 del 31 maggio 2010 (convertito nella Legge 122 del 30 luglio 2010), che chiedeva perentoriamente l'allineamento dei prezzi dei generici ai prezzi medi europei. Le possibili difficolta' saranno risolte in gran parte entro giovedi' prossimo, grazie anche al senso di responsabilita' mostrato dalle Aziende e quindi, pur esprimendo grande apprezzamento per la buona volonta' delle Regioni, riteniamo che non vi sia bisogno di ulteriori interventi'. Ma 'la grande maggioranza delle aziende' che producono medicinali off-patent, avverte Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici, 'non aderirà alla manovra, non essendo nelle condizioni di sostenere un taglio secco del 20%'. La manovra è stata 'un errore', attacca, perché non ha tenuto conto 'dei volumi di vendita dei nostri prodotti'. I tagli, insomma, sono 'insostenibili' e a farne le spese saranno inevitabilmente 'i cittadini' che si troveranno in sostanza a pagare 'un ticket moderatore'. E un errore, per Foresti, sarebbe anche tentare di 'scaricare la responsabilità sulle aziende', visto che 'non si è intervenuti adeguatamente per promuovere questo comparto', mentre 'i prezzi erano già nella media europea'. Una riduzione di '600 milioni' non può che 'portare a un tracollo' del settore, mettendo a rischio, peraltro, 'la disponibilità, anche per il futuro, di medicinali fondamentali per la salute pubblica a costi contenuti'. Preoccupazione confermata anche dal presidente di Farmindustria, Sergio Dompè, secondo il quale 'alcuni stabilimenti italiani e alcune linee di produzione rischiano la chiusura'. Le farmacie, intanto, che già si erano unite alla protesta delle aziende vedendo nel taglio dei prezzi di riferimento un attacco alla redditività delle farmacie, hanno sottolineato di non avere alcuna responsabilità rispetto 'ai nuovi oneri chiesti ai cittadini', rilevando che in ogni caso che 'servirà tempo alle aziende produttrici' per 'adeguare il prezzo dei propri farmaci ai nuovi prezzi di riferimento'. Contro il ''ticket sui farmaci generici'' come e' stato gia' battezzato da molti, la regione Toscana domani portera' in Giunta la proposta di prendersi carico della differenza fra il prezzo di riferimento indicato dall'agenzia del farmaco e quello reale che si trova in farmacia perche' ancora non adeguato o perche' molte aziende, per scelta industriale, non lo abbasseranno. La misura, se confermata, permettera' di evitare cosi' di fare pagare questa differenza ai cittadini che, in particolare per i farmaci oncologici, puo' costare in alcuni casi anche 80-90 euro, come denuncia la Federanziani che si e' detta pronta ad una battaglia legale anche attraverso lo strumento della class action. L'associazione consiglia i cittadini di conservare lo scontrino per eventuali possibilita' future di rivalsa. ''Il ticket a carico dei cittadini sui farmaci generici e' un errore, e la Regione Toscana porra' rimedio a questa scelta dell'Aifa in applicazione di una legge sbagliata'', ha spiegato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. ''Portero' in giunta un provvedimento per non far pagare ai toscani alcuna quota aggiuntiva, di cui si fara' carico la Regione''. Secondo Rossi, le nuove norme ''ancora una volta scaricano sul soggetto piu' debole la difesa di interessi industriali e l'incapacita' del legislatore di governare la situazione''.  ''Il risultato - osserva pero' la regione in una nota - e' il prelievo forzato dalle tasche dei pazienti''. ''Non basta l'annunciata disponibilita' dell'Aifa al confronto con le parti - ha concluso Rossi -. La Toscana agira' subito perche' occorre rispondere a qualsiasi manovra speculativa sulla salute e sul portafoglio della gente''. Le prime riduzioni dei prezzi dei farmaci generici scatteranno dai primi giorni di questa settimana con le prime pubblicazioni in Gazzetta Ufficiale dei nuovi listini ma, ha spiegato il presidente di Assogenerici (l'associazione che rappresenta le aziende che li producono) Giorgio Foresti, ''non tutte sono in grado di realizzare questa riduzione che porterebbe i farmaci sotto i costi di produzione''. Cosi' come aveva gia' indicato nei giorni scorsi, quindi, i cittadini dovranno pagare la differenza di prezzo fra quello di riferimento indicato dall'Agenzia del farmaco e quello che troveranno in farmacia, differenza che la Regione Toscana sta decidendo di coprire per non creare aggravi per i malati. ''Anche per quello che riguarda la mia azienda - ha spiegato Foresti - non saremo in grado di abbassare i prezzi di tutti i prodotti''. ''Non si tratta di una resistenza ma di una impossibilita', si scendere sotto i costi, il taglio che e' stato deciso e' stato scelto in modo random senza calcolare i fattori di produzione e il mercato''.

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