Tribunale del malato, 90 pronto soccorso sotto la lente d'ingrandimento

| 18/04/2011 17:12

Segni di incuria e sporcizia, vie di fuga, percorsi biancheria sporca-pulita; intasamento e presenza di letti aggiunti o barelle in osservazione breve, tempi effettivi per il ricovero. Sono alcuni degli aspetti che saranno monitorati oggi, in 90 pronto soccorso italiani, dai volontari del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva in collaborazione con i medici della Anaao-Assomed. Il monitoraggio e' promosso in occasione della quinta Giornata europea dei diritti del malato, in corso in 20 dei 27 Paesi della Unione europea, iniziativa di Cittadinanzattiva che ha ricevuto in Italia il patrocinio della Fondazione chirurgo e cittadino e il sostegno della Johnson Johnson Medical.

 

I risultati saranno presentati a giugno. Il monitoraggio -riferisce il Tdm in una nota- prendera' in esame molteplici aspetti, tra cui posti a sedere disponibili per l'attesa sufficienti per il numero di persone presenti, presenza del servizio di vigilanza e di un infermiere che supervisioni la situazione, ambulanze ferme per insufficienza di barelle.
Particolarmente rilevante sara' la mobilitazione nel Lazio, in cui saranno monitorati tutti i Dea presenti sul territorio regionale. Per il Tdm, un quadro "allarmante" sui pronto soccorso e' quello che emerge da una indagine conoscitiva promossa dalla commissione Igiene e sanita' del Senato. Ad esempio, spiega il Tribunale per i diritti del malato, anche di fronte al sospetto di un possibile infarto, al pronto soccorso si puo' aspettare sino a 10 ore per la visita di un medico. In molte regioni si vive una situazione vicina al collasso con lunghe file negli ospedali e cittadini sempre piu' in difficolta', dovuta all'aumento degli accessi fino ad arrivare a 30 milioni di richieste, senza il proporzionale e necessario aumento del personale. Dal rapporto della Commissione, i problemi maggiori soprattutto in alcune regioni. Nel Centro Italia: Abruzzo, Lazio e Molise; al Sud: Campania, Puglia e Sicilia. In Abruzzo, i tempi massimi di attesa negli Eas (pronto soccorso ad alta specialita') toccano i 450 minuti, ben 7 ore, mentre la media regionale si attesta intorno ai 240 minuti. Fra i maggiori problemi c'e' in particolare l'assistenza per attacco cardiaco/infarto miocardico acuto: solo il 10% dei pazienti giunge in Unita' di terapia intensiva coronarica entro le prime due ore, e un altro 30% impiega tra le due e le sei ore dall'inizio dell'evento acuto. Il tempo medio di attesa pre-intervento medico e' di 200 minuti sul territorio nazionale, con picchi di 600 minuti, ossia dieci ore. Un altro problema di forte carenza sono le ambulanze e gli elisoccorso per il trasporto. "Le ambulanze stazionano troppo in ospedale, sottraendo risorse al territorio", si legge nel documento del Senato. Un tempo accettabile sarebbe intorno ai 30 minuti, ma per i Dea (Dipartimento emergenza sanitaria) la media in Liguria e' di 46 minuti e in Sardegna di 60 minuti, mentre per pronto soccorso ad alta specialita' i tempi massimi "sono assurdi", come nel Lazio, 127 minuti di attesa, o in Puglia, 154 minuti.

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