La pensione da totalizzazione arriva dopo diciotto mesi

Giovanni Vezza | 19/04/2011 10:12

enpam previdenza

In sede di Manovra Estiva del 2010, il legislatore ha previsto che ai trattamenti pensionistici derivanti dalla totalizzazione si applichino le medesime decorrenze previste per i trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi iscritti all'assicurazione generale obbligatoria. Con riferimento alla nuova disposizione di legge, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sollecitato a seguito di una serie di dubbi sorti circa la corretta applicazione dell’art. 12, comma 3, del D.L. 78/201(convertito dalla L.122/2010), ha chiarito che  ”alla stregua di quanto previsto per la pensione di vecchiaia a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, la pensione di vecchiaia in totalizzazione debba decorrere trascorsi 18 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda di pensione”.

Alla luce di tali indicazioni, l’INPS ha precisato che al soggetto che presenta la domanda di pensione di vecchiaia in totalizzazione oltre il decorso dei 18 mesi successivi alla data di maturazione dei prescritti requisiti, il trattamento pensionistico è riconosciuto a far tempo dal 1° giorno del mese successivo al 18° mese. E che, inoltre, resta ferma la possibilità per l'interessato di richiedere il trattamento pensionistico con decorrenza dal 1° giorno del mese successivo alla domanda, sempre che siano decorsi 18 mesi dal perfezionamento dei prescritti requisiti di pensionamento. Con questa decisione, di fatto il legislatore ha posto di fatto una pietra tombale sulla totalizzazione gratuita dei medici, in quanto alla già significativa penalizzazione legata al calcolo con il sistema contributivo si viene ad aggiungere un’attesa lunghissima per l’apertura della finestra pensionistica, laddove l’Enpam per le pensioni di vecchiaia non applica nessuna finestra. Recuperare vecchi contributi e quindi accedere ad un minimo aumento della pensione significa, in altre parole, rinunciare ad un anno e mezzo della pensione principale, di solito molto più consistente. Meglio quindi attivare per tempo l’istituto della ricongiunzione onerosa, visto che la eventuale differenza da pagare è comunque totalmente deducibile dall’imponibile.

Clicca qui per rimanere aggiornato