Farmacie, via libera all’ingresso di infermieri e fisioterapisti. Agiranno su prescrizione del medico di famiglia

Redazione DottNet | 21/04/2011 09:24

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Prende forma, almeno sulla carta, la trasformazione delle farmacie in presidi sanitari, così come previsto dal decreto legislativo del 2009. Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto attuativo sui test analitici di prima istanza e in attesa di quello sulle prestazioni specialistiche, che ha già avuto il nuovo via libera dalla Conferenza Stato-Regioni, questa volta in Gu è stato pubblicato il decreto ministeriale che disciplina l'erogazione da parte delle farmacie di specifiche prestazioni professionali e che segna l'ingresso in farmacia di infermieri e fisioterapisti.

 Una piccola rivoluzione, che inizierà a partire dal 4 maggio, quando i cittadini si potranno recare nelle farmacie abilitate non solo per acquistare farmaci o prodotti cosmetici ma anche per farsi controllare il colesterolo o la glicemia, o per ricevere massaggi di tipo riabilitativo, ovviamente dietro prescrizione medica. Gli infermieri e i fisioterapisti agiranno sempre su prescrizione dei medici di famiglia e dei pediatri (in farmacia o a domicilio del paziente) e si muoveranno sotto la responsabilità del farmacista, che dovrà sempre verificare il possesso dei titoli e dei requisiti. Nello specifico gli infermieri potranno praticare iniezioni, effettuare medicazioni, assistere i pazienti nei test analitici di prima istanza rientranti nell'ambito dell'autocontrollo (glicemia, colesterolo, trigliceridi) ma anche svolgere attività di educazione sanitaria e di partecipazione a programmi di consulting. Mentre i fisioterapisti potranno svolgere attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psico motorie e cognitive e viscerali, utilizzando terapie manuali massoterapiche ed occupazionali. "L'approvazione in Gazzetta ufficiale del decreto del ministero della Salute rappresenta un importante e ulteriore passo in avanti nella trasformazione delle farmacie in presidi sanitari", ha sottolineato il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, auspicando che "il prossimo passo sia il rinnovo della convenzione con il Servizio sanitario nazionale, scaduta oramai da molto tempo". Positivo anche il giudizio di Andrea Mandelli, della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, che però sprona ad andare avanti: "la farmacia dispone di tutti gli strumenti necessari a svolgere la sua nuova funzione di centro polifunzionale di servizi così come indicato dalla Legge 69/2009", spiega Mandelli, evidenziando che la "farmacia dei servizi non è un'aggiunta facoltativa alla farmacia tradizionale ma la sola possibile evoluzione per assicurare la stabilità al sistema".