Altroconsumo, aumentano i generici: l’antiepilettico Lamictal passa da 3 a 22,98 euro

Redazione DottNet | 21/04/2011 20:03

aifa farmaci ssn

Decine di consumatori stanno segnalando ai centralini di Altroconsumo la sorpresa, spiacevole e onerosa, che li attende arrivati in farmacia: un farmaco generico o equivalente che prima era rimborsato oggi costa loro anche decine di euro, sull'unghia. Altroconsumo denuncia la mancanza di informazioni chiare e di coordinamento tra i settori e le istituzioni che sovraintendono alla politica di rimborsi sui farmaci del servizio sanitario nazionale: ministero della Salute, Regioni, l'industria farmaceutica e i distributori, comprese le farmacie. A rimetterci, l'ultimo anello della catena: il consumatore. Pratica tanto piu' odiosa perche' in questo caso il soggetto e' ancora piu' debole, poiche' in stato di necessita'.
Lo scorso 15 aprile, denuncia Altroconsumo, l'AIFA ha abbassato il prezzo di riferimento per i farmaci equivalenti o generici, cioe' la quota di rimborso che lo Stato assicura ai cittadini su questi farmaci. Lo scopo: far risparmiare 600 milioni di euro al SSN. La beffa? Non e' un risparmio, dice ancora Altroconsumo, ma un trasferimento di spesa dallo Stato alle tasche dei consumatori.
 

 

 

 

 

"Una confezione del farmaco Lamictal(100 mg da 56 compresse), antiepilettico, per cui il cittadino pagava al massimo solo 3 euro, oggi gli costa 22,98 euro. Cosa èsuccesso? Il prezzo di riferimento, quota rimborsata dal Ssn, sino al 14 aprile scorso era di 49,95 euro. Con il prezzo al pubblico del farmaco di 52,95 euro si pagava solo la differenza. Oggi il prezzo di riferimento èstato abbassato dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a 29,97 euro. Dunque la differenza, pari a 22,98 euro, è trasferita sulle tasche del consumatore". E' la denuncia di Altroconsumo."Decine di consumatori - evidenzia una nota dell'associazione - stanno segnalando ai nostri centralini la sorpresa, spiacevole e onerosa, che li attende arrivati in farmacia: un farmaco generico o equivalente che prima era rimborsato oggi costa loro anche decine di euro, sull'unghia. Altroconsumo denuncia la mancanza di informazioni chiare e di coordinamento tra i settori e le istituzioni che sovraintendono alla politica di rimborsi sui farmaci del servizio sanitario nazionale: ministero della Salute, Regioni, industria farmaceutica e distributori, comprese le farmacie. A rimetterci, l'ultimo anello della catena: ilconsumatore. Pratica tanto più odiosa perché in questo caso il soggetto èancora più debole, poiché in stato di necessità". "Ecco cosa èsuccesso - ricorda la nota - Lo scorso 15 aprile l'Aifa ha abbassato il prezzo di riferimento per i farmaci equivalenti o generici, cioèla quota di rimborso che lo Stato assicura ai cittadini per questi farmaci. Lo scopo: far risparmiare 600 milioni di euro al Ssn. La beffa? Non èun risparmio ma un trasferimento di spesa dallo Stato alle tasche dei consumatori. L'Aifa annuncia che fin da oggi le aziende farmaceutiche abbasseranno i prezzi. Intanto tutte le associazioni di categoria - Farmindustria, Assogenerici, Federfarma - protestano e dichiarano che i nuovi prezzi di riferimento sono difficilmente sostenibili. E' in atto una negoziazione tra soggetti forti nel mercato dei farmaci generici. Sulla pelle e sulle tasche dei consumatori", conclude l'associazione.