Global healthcare, dice si alle visite degli informatori. Indagine condotta da Digitas Health e dall'Economist Intelligence Unit

Adelaide Terracciano | 22/04/2011 11:15

Il pensiero predominante che le campagne di e-detaling, di promozioni online avrebbero sostituito e reso obsolete le visite degli Isf è stato smentito dai risultati di un’indagine condotta da Digitas Health e dall'Economist Intelligence Unit. I dati pubblicati da Digitas Health e dall'Economist Intelligence Unit, che variano a seconda del mercato ma, in media, la metà dei 450 medici interpellati in Europa, Cina,India e America Latina cita gli informatori scientifici del farmaco come fonte privilegiata per ottenere dati sulle nuove terapie.

 Al secondo posto le conferenze (49%), poi le fonti indipendenti su internet(36%), le email aziendali (34%), i colleghi (31%) e la posta tradizionale (22%). Anche in Gb,mercato da sempre “farma-scettico”, il 42% dei “camici bianchi” ha confermato di preferire ottenere informazioni sui nuovi farmaci dagli Isf, mentre il44% ha detto che gli piacerebbe che i dati arrivassero attraverso e-mail delle aziende. I cinesi sono invece i meno 'Isf- friendly', con appena il 18% che esprime una preferenza per gli informatori dal vivo e solo il 6% a cui interessano le email delle industrie sui nuovi farmaci. Questo non vuol dire,però, che al di fuori degli Stati Uniti i professionistisanitari siano contrari alle comunicazioni digitali:solo un quarto di tutti gli intervistati le ha giudicate inutili.

Fonte: Medical Marketing & Media

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