Infarto, effetti positivi della ciclosporina

Cardiologia | Redazione DottNet | 22/04/2011 19:34

Usare la ciclosporina, farmaco immunosoppressore di solito impiegato per combattere il rigetto da trapianti, nella cura dell'infarto miocardico acuto trattato con angioplastica. La possibilità sarà al centro di uno studio su 800 pazienti, capofila la Ausl di Forlì. Il protocollo, ideato dall'Unità operativa di cardiologia dell'azienda, si è aggiudicato il 6/o concorso annuale Fondo Anmco (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) per la ricerca, e beneficerà così dei 100.000 euro in palio per finanziare il progetto, volto a verificare ''gli effetti del bolo di ciclosporina nell'infarto miocardico acuto sottoposto a rivascolarizzazione in angioplastica, in termini di riduzione dell'area infartuale''.

 La ricerca sarà coordinata da Filippo Ottani, consigliere nazionale Anmco e medico della cardiologia forlivese, e da Roberto Latini, dell'istituto Mario Negri di Milano. Interesserà più di 20 centri cardiologici italiani, con Forlì nel ruolo di centro di riferimento. Lo studio sarà condotto in parallelo anche in Germania. Saranno reclutati 800 pazienti con infarto miocardico acuto trattato attraverso angioplastica primaria. ''La ciclosporina è un immunosoppressore con capacità di miocardio-protezione verificate da recenti ricerche su animali da esperimento, poi confermate nell'uomo - ha spiegato Filippo Ottani, ideatore del protocollo - In genere è utilizzata in sindromi da rigetto dopo i trapianti. Il nostro obiettivo è testarne un nuovo utilizzo nell'ambito dell'infarto miocardico. Per la prima volta, quindi, la ciclosporina sarà impiegata per cercare di ridurre l'area infartuale, con potenziali benefici in termini di miglioramento della sopravvivenza''. Il farmaco sarà somministrato con infusione endovenosa in bolo subito prima dell'angioplastica, partiremo a ottobre e contiamo di avere i primi risultati nell'inverno del prossimo anno. Intanto, i responsabili dei centri cardiologi coinvolti si ritroveranno il 12 maggio a Firenze, in occasione del Congresso Nazionale Anmco, per definire le modalità di reclutamento dei pazienti e successivi passaggi organizzativi dello studio.

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