In Aula le nuove norme sul biotestamento in un percorso a ostacoli: il ruolo del medico curante. Diecimila firme a Fini per bloccare il decreto

Redazione DottNet | 27/04/2011 12:05

biotestamento medicina-generale

Una valanga di emendamenti, circa duemila, e posizioni che restano distanti, se non inconciliabili. Con queste premesse torna domani in Aula alla Camera il ddl sul testamento biologico, dopo un primo passaggio a marzo. Mercoledì 28 aprile si ripartira' con la richiesta dell'Udc, caldeggiata anche dalla maggioranza, di invertire l'ordine del giorno in modo da iniziare subito l'esame del testo, previsto al momento in coda ai lavori.
Ma anche cosi' il percorso per arrivare al voto finale resta a ostacoli, perche' i tempi incrociano, tra le altre cose, l'approvazione del Documento di economia e finanza. E un eventuale slittamento a maggio, accusano Pd e Idv, esporrebbe il testo a 'strumentalizzazioni', andando a finire in piena campagna elettorale per le amministrative. Peraltro, non tutti i mal di pancia sono sopiti, anche nella stessa maggioranza, verso un testo che tocca un tema delicato come il fine vita. E un primo avvertimento arriva in serata dal 'Responsabile' Domenico Scilipoti, pronto a non votare il provvedimento se il testamento biologico dovesse rimanere non vincolante, come e' previsto ora.
All'ultima capigruppo, proprio con un occhio al calendario, le opposizioni, Udc compreso, avevano bocciato la richiesta della maggioranza di anticipare la discussione ddl. Ma dopo le polemiche da parte di Pdl e Lega, intenzionati per primi a chiedere l'inversione dell'odg, il leader dell'Udc ha fatto marcia indietro, e domani sara' appunto lo stesso Casini a chiedere all'Aula di esprimersi sull'ordine dei lavori.
Richiesta che, numeri alla mano, sara' accolta, nonostante le continue proteste di democratici e dipietristi.
In ogni caso, tra i deputati c'e' scetticismo sulla possibilita' di chiudere entro la settimana. La previsione e' quella di votare domani almeno le pregiudiziali di costituzionalita', e giovedi', dopo un primo passaggio del Def, la richiesta di sospensiva avanzata dal Pd. Non ci sarebbe, insomma, il tempo per esaminare anche gli emendamenti, a meno che, ipotesi ventilata in queste ore, non si prolunghino i lavori a venerdi'.
La linea della maggioranza, comunque, ha sottolineato il relatore, Domenico Di Virgilio, resta quella di sempre: arrivare 'al piu' presto' all'approvazione di un testo che 'non e' per niente ideologico, non ha alcuna valenza politica ed e' atteso da due anni'. Su posizioni opposte le opposizioni: i democratici continuano a puntare il dito contro la maggioranza, colpevole di usare il testo per fini elettorali, cosi' come l'Idv ('assistiamo - dice Antonio Palagiano - alla corsa a chi si genuflette meglio'). Ma anche Fli resta scettica e, come spiega Benedetto Della Vedova, valuta comunque 'irragionevole accelerare per fare campagna elettorale sulla pelle dei malati'.
Intanto domani si sapra' quanti degli oltre 2000 emendamenti, oltre l'80% presentati dai Radicali, avra' passato il vaglio dell'ammissiblita' da parte degli uffici di Montecitorio.
 

 

 

 

Nove articoli per regolamentare il dibattuto tema del testamento biologico. Il testo Calabro', che domani dovrebbe riprendere il suo iter in Aula alla Camera in seconda lettura, prende il nome di 'Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento', ed e' la sintesi di una serie di disegni di legge in materia. Rispetto al testo che ha avuto il via libera del Senato il 26 marzo del 2009, due anni orsono, il provvedimento ha subito alcune modifiche in Commissioni Affari sociali di Montecitorio, dove il primo marzo scorso ha avuto l'ultimo vaglio. In particolare, sul fronte dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, il nodo piùcontroverso dell'intero provvedimento, il ddl prevede ora che entrambe possano essere sospesese dovessero risultare non piùefficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari o addirittura dovessero danneggiarlo.Alimentazione e idratazione artificiale, cosìcome nel testo approvato da Palazzo Madama, non sono considerate terapie, ma forma di sostegno vitale, dunque non possono costituire oggetto di dichiarazioni anticipate.Ciòsignifica, in altre parole, che non verrà data la possibilitàdi scegliere anticipatamente, e in piena coscienza, di non sottoporsi ad alimentazione e idratazione artificiali qualora ne avessimo bisogno trovandoci in condizione di disabilità.A differenza del testo che ha ottenuto il via libera del Senato, il Ddl uscito dalla Commissione Affari sociali non èrivolto solo ai pazienti in stato vegetativo, ma anche a chi si trova "nell'incapacitàpermanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze". La XII Commissione, in altre parole, ha allargato la platea, non limitandola ai soli 'casi Englaro'. Le volontàespresse dal paziente nelle dichiarazioni anticipate di trattamento restano non vincolanti per il medico curante. In caso di controversie tra camice bianco efiduciario, infine, interverràun collegio di medici. Ma anche il parere espresso da questo collegio non saràvincolante, come deciso da un emendamento del relatore Domenico Di Virgilio che ha recepito le osservazioni in tal senso espresse dalla Commissione Affari costituzionali.Sono 10mila le adesioni raccolte da medici, infermieri e operatori sanitari contro il ddl sul testamento biologico tramite la campagna promossa dalla FpCgil e dalla Cgil. Firme che questa mattina sono state consegnate da una delegazione della Cgil al presidente della Camera, Gianfranco Fini.
'Il nostro appello ha avuto molto successo - spiega Massimo Cozza, segretario nazionale della FpCgil medici - visto che in tre mesi abbiamo raccolto, tramite internet, le firme di 10mila camici bianchi e il sostegno di 8mila cittadini. Ma la campagna continua e per questo invitiamo medici e cittadini a darci ancora il loro sostegno'. Tra i primi firmatari dell'appello Ignazio Marino, presidente della commissione d'inchiesta sul Ssn, l'ex ministro della Salute Umberto Veronesi, l'anestesista Amato De Monte, il presidente del collegio dei chirurghi Pietro Forestieri e anche da medici e infermieri italiani che lavorano all'estero.
Un'iniziativa nata per testimoniare e far emergere 'la contrarieta' del mondo della sanita' a questa legge - commenta - che impone al medico di non rispettare la volonta' dei cittadini, la deontologia medica e la Costituzione'.
Cozza rileva inoltre il tentativo che si vuole operare con il ddl in discussione alla Camera 'di trasformare per legge atti medici quali idratazione e nutrizione artificiale in pane e acqua - continua Cozza - un insulto alla professionalita' dei medici. Tanto piu' che recentemente il tribunale di Roma ha stabilito con una sentenza che la prescrizione di una dieta e' un atto medico. A maggior ragione lo sono idratazione e nutrizione artificiale'.
Se questo pomeriggio verra' deciso di invertire l'ordine del giorno e iniziare gia' oggi la discussione del ddl sul biotestamento, 'domani mattina - sottolinea infine Cozza - saremo in piazza Montecitorio per un sit in con tutte le forze che ci sostengono. E se la legge passera' vedremo di percorrere tutte le vie possibili per fermarla, visto che cosi' com'e' e' incostituzionale'.