Dal 2013 la nuova Bibbia della psichiatria: boom di malattie e di farmaci

Psichiatria | Redazione DottNet | 28/04/2011 19:29

Per uno sfogo di rabbia potremmo vederci affibbiare una diagnosi di disturbo da aggressivita' e condotta, con le pene di un lutto il verdetto sarebbe depressione: situazioni e comportamenti oggi ritenuti normali di qui a due anni, con l'arrivo del nuovo manuale diagnostico delle malattie mentali (DSM-V) sulla scrivania degli psichiatri, potrebbero essere etichettate come malattia, e alla diagnosi seguirebbe la prescrizione di farmaci; risultato: un boom di malattie e disturbi mentali nel mondo.
E' l'allarme lanciato da Allen Frances, professore emerito di Psichiatria alla Duke University a Durham che rinnova le sue perplessita' sulla 'Bibbia degli psichiatri' attualmente in gestazione (pubblicazione prevista per maggio 2013).
 

'In termini di contenuto - scrive Frances che uscirà il prossimo mese sulla rivista Psicoterapia e Scienze Umane (www.psicoterapiaescienzeumane.it) coordinata dallo psichiatra Paolo Migone - sono veramente preoccupanti le molte proposte del DSM-5 che innalzerebbero enormemente i tassi di disturbo mentale. Sono state proposte nuove diagnosi che sarebbero estremamente comuni nella popolazione generale e abbassate le soglie di molti dei disturbi gia' esistenti. Il DSM-5 creerebbe decine di milioni di nuovi 'pazienti' erroneamente etichettati con diagnosi false positive (malattie diagnosticate a persone sane), esacerbando i problemi gia' causati dal DSM-IV, con massiccio aumento di prescrizioni di farmaci inutili, costosi e spesso dannosi. Il DSM-V sembra promuovere - scrive Frances - quello che temiamo maggiormente: rubricare come malattia mentale molte varianti comportamentali normali, minando il concetto stesso di 'disturbo mentale''.
Cinque nuovi disturbi inclusi nel DSM-V, spiega, aumenteranno moltissimo il numero di pazienti, con un impatto enorme sulla percentuale di persone, adesso considerate sane, cui sara' diagnosticato un disturbo. Per esempio il mix ansia-depressione e il binge eating (simile alla bulimia) saranno diagnosticati ciascuno al 5-10% della popolazione generale, (10-20 milioni di persone solo in USA). Le decine di milioni di persone che si abbuffano una volta alla settimana per 3 mesi avranno improvvisamente un disturbo mentale e saranno soggette allo stigma e a farmaci di efficacia indimostrata'.
La I edizione del DSM (1952) conteneva solo 66 disturbi, rileva Paolo Cioni, docente della Scuola di Specializzazione in Psichiatria di Firenze. Con la II edizione i disturbi sono divenuti oltre 100. Dalla I all'attuale (DSM-IV) sono trplicati i disturbi psichiatrici previsti, scrive Cioni nel libro 'Neuroschiavi'.
Una delle diagnosi piu' discutibili previste dal nuovo DSM, spiega Frances, e' la 'sindrome da rischio psicotico' (rischio di sviluppare una psicosi negli anni a venire): 'il tasso di falsi positivi diventerebbe allarmante, del 70%-75%. Centinaia di migliaia di teenager e giovani adulti riceverebbero inutili prescrizioni di farmaci antipsicotici'. Uno scatto di rabbia potrebbe essere etichettato come 'disturbo da disfunzione temperamentale con disforia' e la diagnosi di depressione maggiore potrebbe 'colpire' individui la cui reazione al lutto ricalca i sintomi di un episodio depressivo.
'Il rischio psicotico e la disregolazione del temperamento - conclude Frances - potrebbero catturare molti bambini normali e lievi indebolimenti cognitivi rendere malati molti adulti over-50. Questo eccesso diagnostico si diffondera' molto probabilmente dagli Usa anche in Italia'.
 

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