La Cassazione assolve dall'accusa di omicidio colposo il medico che aveva sbagliato diagnosi

Redazione DottNet | 28/04/2011 19:45

Un medico non puo' essere giudicato colpevole di atti omissivi senza valutare le conseguenze pratiche della presunta omissione. Ispirandosi a questa precedente sentenza della Corte di Cassazione, la Suprema Corte ha assolto un medico che aveva sbagliato diagnosi confermando l'assoluzione in appello di una dottoressa ligure, condannata in primo grado per omicidio colposo. Il caso risale al 2008, quando il Tribunale di Genova aveva riconosciuto un comportamento omissivo da parte del medico nei confronti di un paziente da lei visitato in pronto soccorso che accusava dolore toracico, formicolio al braccio sinistro e ipertensione.

 L'uomo, dimesso senza diagnosticargli l'infarto in atto era poi deceduto. Secondo la sentenza della Cassazione, dunque, sbagliare diagnosi e omettere di prescrivere accertamenti conseguenti non costituisce di per se' una mancanza professionale perseguibile qualora non sia dimostrabile che quello sbaglio sia stato causa diretta di danni al paziente. In altre parole, e' la tesi della Suprema Corte, un medico non va punito anche se ha sbagliato se non e' certo che il paziente poteva essere salvato da una diagnosi corretta.

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