Allarme Oms, tornano in Europa morbillo e rosolia. Italia prima come diffusione

Redazione DottNet | 29/04/2011 13:58

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Morbillo, rosolia, pertosse, nell'immaginario collettivo sono malattie del passato, e invece stanno tornando, o meglio non se ne sono mai completamente andate nonostante gli sforzi di debellarle. La necessita' di tornare a concentrarsi sull'eradicazione di queste patologie, prevenibili con i vaccini e che possono dare effetti collaterali molto gravi, e' stata al centro della Settimana Europea dell'Immunizzazione, che si chiude oggi, ma e' anche oggetto di un 'warning' specifico appena lanciato dall'Oms e del piano straordinario contro morbillo e rosolia varato pochi giorni fa dal ministero della Salute. L'Italia, affermano le cifre, e' tra i paesi piu' colpiti dai nuovi focolai, soprattutto per situazione vaccinale che non ovunque e' ottimale.
 

"Anche se queste malattie colpiscono soprattutto i bambini, i riflessi si vedono anche negli adulti - spiega Alessandro Rossi, responsabile dell'area malattie infettive della Societa' Italiana di Medicina Generale (Simg) - spesso capitano ad esempio in ambulatorio donne in gravidanza non immuni, una condizione che e' molto rischiosa in caso di eventuale contagio".
Che il nostro paese sia tra quelli piu' colpiti da queste malattie, che l'Oms vorrebbe eradicare entro il 2015 dopo aver fallito l'obiettivo 2010 che si era posta inizialmente, lo confermano i numeri del Centro Europeo per il Controllo delle malattie: secondo il rapporto epidemiologico 2010 (che si riferisce all'anno 2008) nel nostro paese ci sono stati 5311 casi di morbillo, cinque volte piu' che in Germania e piu' di tre volte rispetto ai casi della Gran Bretagna, 1387 casi di orecchioni e 6183 casi di rosolia, una malattia che nel resto dei paesi dell'Europa occidentale e' praticamente scomparsa. Non a caso proprio morbillo e rosolia sono al centro di un piano specifico appena varato dal ministero della Salute, che 'punta' sull'aumento delle vaccinazioni, un argomento che risulta spesso 'delicato' alle orecchie dei genitori: "Ci sono ancora persone diffidenti nei confronti dei vaccini, molti hanno paura - spiega Alberto Villani, responsabile dell'unita' operativa di Pediatria e Malattie Infettive dell'ospedale Bambino Gesu' di Roma - e spesso non c'e' una valutazione serena da parte dei genitori. In questi casi e' del pediatra il compito di fare in modo che i vaccini vengano visti nel modo giusto". La raccomandazione vale soprattutto per i bambini che hanno gia' qualche malattia cronica: "Sono proprio questi - sottolinea l'esperto - che sono piu' a rischio di contrarre le malattie nelle forme gravi".
La conferma del fatto che l'Italia e' indietro nelle vaccinazioni viene anche dal rapporto Icona dell'Istituto Superiore di Sanita', realizzato nel 2008. L'86,5% dei bambini tra i 12 e i 24 mesi e' stato vaccinato contro il morbillo, ma la copertura in età compresa tra i 12 e i 15 mesi è del 73,7%, indicando che una quota non trascurabile di bambini rimane suscettibile oltre il necessario e a rischio di acquisire e trasmettere la patologia. La copertura nazionale, sempre per morbillo, cala molto per gli adolescenti, per cui è risultata pari al 78,1% con notevoli differenze tra le regioni, comprese tra il 53,2% della Calabria e il 97,1% del Veneto. Solo il 75% degli adolescenti aveva inoltre ricevuto almeno una dose di vaccino contro la rosolia e la parotite: "Spesso le persone non si preoccupano delle malattie perche' non le hanno mai viste - spiega ancora Villani - ad esempio ora non c'e' piu' la polio, quindi un genitore non capisce l'importanza di vaccinarsi, mentre negli anni '60 c'era la corsa al vaccino. Anche il morbillo puo' avere conseguenze devastanti, come le encefaliti".
 Fra i primati dell'Italia in Europa c'e' anche quello poco invidiabile dei focolai di molte delle malattie esantematiche, soprattutto a causa di una situazione 'a macchia di leopardo' per quanto riguarda le vaccinazioni.
Ecco i principali numeri di queste patologie nel nostro paese.
PRIMI IN UE PER MORBILLO E ROSOLIA secondo il rapporto epidemiologico 2010 del Centro Europeo per il Controllo delle malattie (che si riferisce all'anno 2008) nel nostro paese ci sono stati 5311 casi di morbillo, cinque volte piu' che in Germania e piu' di tre volte rispetto alla Gran Bretagna, e piu' di meta' rispetto ai 9404 totali. Nel nostro paese si sono registrati anche 1387 casi di orecchioni e 6183 casi di rosolia.
Quest'ultima e' una malattia che nel resto dei paesi dell'Europa occidentale e' praticamente scomparsa, mentre la maggior parte degli oltre 21mila casi registrati si concentra nei paesi dell'est. Piu' bassi i numeri per la pertosse, che ha colpito 336 persone, molti meno che in Olanda (8745) e dell'Inghilterra, che ha superato di poco i mille. Numeri bassi anche per il tetano, con 56 casi, anche se questi costituiscono la meta' di tutti quelli registrati in Europa.
PER I VACCINI SITUAZIONE A MACCHIA DI LEOPARDO Oltre il 96% dei bambini tra 12-24 mesi è risultato aver completato il ciclo primario di vaccinazione contro polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B e Hib ma solo l'84% è stato vaccinato entro il 12 mese di vita, come invece viene raccomandato. Sono i dati del rapporto Icona 2008 dell'Istituto Superiore di Sanita' sulle vaccinazioni. L'86,5% dei bambini tra i 12 e i 24 mesi è stato vaccinato contro il morbillo; ma la copertura nei bambini di età compresa tra i 12 e i 15 mesi è del 73,7%, indicando che una quota non trascurabile di bambini rimane suscettibile oltre il necessario e a rischio di acquisire e trasmettere il morbillo.
Ancora peggio va per gli adolescenti: la copertura vaccinale per pertosse è del 45,6% per almeno tre dosi, 26,7 % per quattro dosi e 14,1% per cinque dosi. La copertura vaccinale nazionale per morbillo è invece pari al 78,1% per una dose con notevoli differenze tra le regioni (range compreso tra il 53,2% della Calabria e il 97,1% del Veneto).