Fnomceo, con la conciliazione la decisione sui danni subiti dai medici arriva rapidamente. Presto una scuola per formare i mediatori

Redazione DottNet | 02/05/2011 09:45

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L'Italia litiga, soprattutto se si tratta di tutelare la propria salute e farsi risarcire di errori e danni subiti da medici e strutture sanitarie. Un fenomeno che ha portato ormai a oltre 30mila cause l'anno, di cui 13.400 contro i medici e 16.100 contro le strutture. Un valido aiuto per 'sgonfiare' il carico di lavoro che arriva nei tribunali potra' arrivare dalla mediazione, diventata obbligatoria da marzo per le controversie civili, e quindi anche per quelle in ambito sanitario. A svolgere le funzioni di mediazione, finalizzata alla conciliazione, saranno gli organismi di conciliazione istituiti presso gli ordini professionali e anche da enti privati.

  Proprio per far capire e introdurre medici e avvocati alle specificita' che puo' richiedere una mediazione in ambito sanitario, la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) ha organizzato un workshop a Como sulla conciliazione in sanita', con tanto di simulazioni pratiche. ''Il funzionamento della mediazione e' semplice - spiega Gabriele Peperoni, segretario della Fnomceo - Il mediatore capo dell'organismo affida il caso a un mediatore, che convoca le parti e ha tempo 4 mesi per definire la questione e trovare una soluzione che le soddisfi entrambe. Se non si arriva a un accordo, allora si va dal giudice''. I costi sono variabili. Per accedere al servizio si pagano 40 euro, ma per il coinvolgimento del mediatore si possono spendere dai 1000 ai 6000 euro, a seconda del valore della causa. ''Per essere mediatori- aggiunge Gianluigi Spata, presidente dell'ordine dei medici di Como - bisogna avere una laurea, anche triennale, essere iscritto a un ordine o collegio professionale e fare un corso di 50 ore in una scuola di formazione''. E' vero che la capacita' di mediare ''si basa sull'intuito - continua Peperoni - ma per fare da paciere tra medico, ospedale e paziente bisogna conoscere un po' meglio questo mondo, a partire dal codice medico di deontologia. Ecco perche', con il Consiglio nazionale forense, abbiamo deciso di lavorare insieme per arrivare a un modello condiviso di Scuola di Formazione per mediatori in sanita'''. Non solo. Si pensa anche di creare un organismo di mediazione misto medici-avvocati, ''dove i mediatori siano due - aggiunge Ilaria Pagni, docente di procedura civile all'universita' di Firenze - un giurisperito e un medico, piu' capace di comprendere il linguaggio del paziente e del medico o struttura sanitaria. La mediazione non presuppone un giudizio, ma e' un contratto tra le parti in un ambiente autorevole, in cui gli si fa capire gli aspetti tecnici del conflitto''. Certo, potrebbe capitare che ad esempio la asl o l'ospedale non si sieda al tavolo di mediazione, vanificando di fatto l'istituto. ''Per questo gli organismi di mediazione piu' seri - prosegue Pagni - hanno stabilito che una delle parti non si presenta, il mediatore non deve costare. Comunque ci sono gia' molte richieste in tal senso, arrivate gia' prima dell'entrata in vigore della norma. A Firenze in questo mese sono gia' giunte sette domande di conciliazione, di cui qualcuna conclusa bene''.