Esenzioni ticket: in vigore le autocertificazioni a carico dei medici di base

Silvio Campione | 01/05/2011 19:09

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A partire dal primo maggio le autocertificazioni sul reddito per ottenere l'esenzione dal pagamento del ticket per visite ed esami specialistici dovranno essere validate dai medici. Lo prevede un decreto del 2009 del ministero dell'Economia. Ma i medici non ci stanno e chiedono che siano le Asl ad effettuare i controlli, mentre tra i cittadini regna la confusione. Secondo il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo, ''c'è grande disagio tra i medici, che per rispondere a tale incombenza dovrebbero sottrarre tempo a visite e pazienti, ma anche tra i cittadini, spesso confusi sul da farsi, anche considerando le diverse indicazioni da parte delle differenti regioni''.

 Per questo, i medici di famiglia, ha annunciato Milillo, ''in assenza di una certificazione delle Asl, non inseriranno l'esenzione nelle prescrizioni degli esami. Solo a questa condizione accetteremo, in via transitoria e per venire incontro agli assistiti, di trascrivere l'esenzione per reddito, ma riteniamo che tale procedura a regime debba avvenire per via automatica''. Obiettivo delle nuove norme è combattere l'evasione in questo settore considerando che, secondo alcune stime, ammonta ad oltre un miliardo di euro l'anno l'evasione sui ticket sanitari e sarebbe esentato senza diritto circa il 40% dei malati. A godere dell'esenzione dei ticket dovrebbero essere le fasce con reddito più basso e per questo è richiesta una autocertificazione per non pagare la tassa su visite ed esami. La confusione, ha sottolineato il presidente della Fimmg, deriva anche dalla diversità delle procedure regionali. Il medico deve infatti rilevare il codice di esenzione tramite i sistemi regionali e indicarlo sulla ricetta. La Regione Lazio, ad esempio, ha stabilito che fino al 30 giugno 2011 si potrà ancora ricorrere alla autocertificazione, ma nel frattempo il cittadino dovrà comunque recarsi presso le asl per rendere l'eventuale autocertificazione. Iter diversi in altre regioni: in Emilia Romagna sono ad esempio le asl o i patronati a rilasciare i certificati di esenzione che il cittadino dovrà presentare al medico. In Campania, invece, sono previsti meccanismi attraverso i quali la Regione provvede ad aggiornare i programmi dei medici, per cui il codice di esenzione del cittadino compare in automatico.Il decreto Tremonti sui controlli di esenzione per reddito dei ticket sanitari “rischia di gettare nel caos i cittadini e gli stessi medici”. Lo affermano Stefano Cecconi, responsabile politiche della salute Cgil nazionale, e Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici. Si tratta di un provvedimento, affermano i due sindacalisti, “che, volendo imporre ai medici in modo improprio e inappropriato il compito amministrativo di controllare l'esenzione dal ticket in base al reddito, potrebbe causare confusione e mancata applicazione”. In presenza dei “gravi ritardi della sanità digitale, a partire dal sistema tessera sanitaria, che dovrebbe rendere immediatamente noti tutti i dati - sottolineano Cecconi e Cozza - riteniamo necessario un confronto sindacale finalizzato ad una maggiore flessibilità nell'applicazione del decreto attraverso tempi e modi che diano le massime garanzie a cittadini e medici”. Da qui l'invito dei rappresentanti sindacali: “Le straordinarie potenzialità della digitalizzazione del sistema sanitario - affermano - non vengano svilite, come già avvenuto in altri casi di mancate modernizzazioni, da una propaganda governativa che punta troppo”. L'Anaao Assomed ribadisce  la sua contrarietà alla norma che attribuisce al medico il compito di accertare l'esenzione dal ticket per reddito. ”L'applicazione del decreto ministeriale del 2009 che prevede questo obbligo - sottolinea l'associazione dei medici dirigenti - comporta un notevole danno per il lavoro del medico che si vede sottrarre tempo prezioso per l'assistenza ai pazienti e patisce anche l'inadeguatezza dei sistemi regionali ai quali il medico si deve rivolgere per il necessario supporto per l'espletamento on-line della pratica. A farne le spese sono ancora una volta i cittadini che si trovano coinvolti in un sistema ampiamente insufficiente a garantire le prestazioni necessarie. L'Anaao Assomed, condividendo peraltro quanto affermato dalla Fimmg, protesta con forza contro una norma che stravolge le competenze professionali del medico attribuendogli mansioni amministrative a cui le Asl dovrebbero rispondere”. Clicchi qui per essere informato.