Sigm, per l'occupazione dei medici occorre istituire osservatori regionali

Redazione DottNet | 02/05/2011 14:30

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Istituire Osservatori regionali per monitorare lo stato occupazionale dei medici, programmando di conseguenza l'accesso alla formazione universitaria; anticipare l'abilitazione dei camici bianchi, cosi' da accelerare l'ingresso di nuovo personale nelle corsie ospedaliere.
Queste, in sintesi, le proposte del Segretariato italiano giovani medici (Sigm) per fronteggiare la carenza di medici prospettata piu' volte dalla Federazione nazionale degli Ordini e sotto i riflettori nelle ultime settimane in Lombardia, dove entro il 2015 verra' perso il 40% dei dottori attualmente in servizio.

Un'emergenza che riguarda tutto il Pese e che secondo il Sigm richiede l'attivazione di un tavolo tecnico ad hoc tra i ministeri della Salute e dell'Istruzione, universita' e ricerca, per discutere ed elaborare una proposta di riordino complessivo del sistema.
Dopo la provocazione lanciata dall'assessore lombardo alla Sanita' Luciano Bresciani, che sta studiando insieme ai presidi alcune ipotesi per rivedere i limiti all'accesso alle Facolta' di medicina, e dopo la diffida indirizzata al Miur dal Codacons, che invita il ministro Gelmini ad abolire il numero chiuso per "far cessare gli effetti lesivi del diritto allo studio e alle professioni", il Sigm sostiene che "non e' l'abolizione del numero chiuso la soluzione alla carenza di medici in Italia. Le ragioni di tale fenomeno - spiega in una nota - sono riconducibili a una non ottimale programmazione del fabbisogno di professionalita' mediche, unitamente all'attesa media di occupazione pari a 15-16 anni (non includendo i limiti alle assunzioni imposti dai Piani di rientro) per uno studente italiano che si iscrive al primo anno di Medicina".  "Quello medico - osserva il Sigm - e' l'unico ambito in cui il diritto allo studio trova un limite naturale nel diritto alla salute dei cittadini". E "lo dimostra - continua il comunicato - l'esperienza del fenomeno della 'pletora medica' conseguente all'accesso incontrollato alle Facolta' mediche, registratosi tra gli anni '80 e '90: il sovradimensionamento del contingente di medici, sia per la mancanza di spazi occupazionali sia per la non sempre qualitativamente ottimale formazione conseguente a oggettivi problemi di carattere organizzativo, ha creato una generazione di medici che hanno progressivamente perduto le motivazioni iniziali che li avevano spinti ad intraprendere l'impegnativo percorso della medicina; tutto cio' a discapito della qualita' delle prestazioni erogate e quindi della salute dei cittadini".Secondo il Segretariato italiano giovani medici, "la programmazione quali-quantitativa delle professionalita' mediche deve essere funzione del bisogno di salute espresso dalla popolazione e non delle potenzialita' formative delle universita'". A riguardo, dunque, il Sigm propone l'istituzione di Osservatori regionali per monitorare lo stato occupazionale dei medici, perche' "e' sempre piu' necessario dotare le Regioni di strumenti intelligibili per effettuare una programmazione coerente e che abbia capacita' di adattarsi all'evoluzione continua del dato epidemiologico".
Al contempo, "si dovrebbe procedere al generale riordino del sistema formativo-professionalizzante del medico, dal corso di laurea in medicina al post-lauream, allineando al contesto Ue i tempi medi di ingresso dei medici italiani nel mondo del lavoro. Cio' anche al fine di contenere il trend in ascesa di giovani medici italiani che emigrano all'estero non soltanto per completare la propria formazione, ma sempre piu' per trovare lavoro alla luce dalle maggiori possibilita' in termini tanto di progressione di carriera quanto di arricchimento professionale, sociale ed umano".
"Infatti, oltre ad una retribuzione sensibilmente piu' elevata rispetto a quelle offerte in Italia, all'estero si ha la possibilita' di avere un contratto 'permanent' (a tempo indeterminato) nel giro un anno o due al massimo. Un medico italiano e' in genere assunto dal Ssn ad un'eta' in cui un medico inglese diventa 'consultant', ovvero cessa il rapporto come dipendente per diventare una forma di consulente e libero professionista".Pertanto il Sigm propone di "anticipare nel contesto del corso di laurea in medicina e chirurgia il tirocinio professionalizzante dell'esame di stato (laurea professionalizzante) e rendere abilitante alla professione il concorso di accesso alla specializzazione (parimenti al concorso annuale per l'accesso al corso specifico di medicina generale): i vincitori del concorso e i non vincitori, a patto di superare una soglia minima, conseguirebbero in tal modo l'idoneita' all'esercizio della professione".
Il Segretariato e' anche "a favore dell'adozione di un sistema a graduatoria unica su base nazionale, in modo da introdurre criteri di valutazione quanto piu' possibile oggettivi ed uniformi ai fini dell'accesso alla formazione medica. Il tutto a patto che tale riforma sia sostenuta dagli idonei strumenti necessari per eliminare le differenze di reddito e sostenere gli studenti e i medici piu' meritevoli e capaci. I giovani medici - chiude la nota - chiedono che venga istituito un tavolo tecnico interministeriale, Universita' e Salute, che possa elaborare una proposta di riordino dell'attuale sistema formativo-professionalizzante del giovane medico, che dovrebbe fondarsi su rete formativa integrata tra universita', territorio ed ospedali".