Psichiatria, rischia di chiudere per sfratto il Centro d’Igiene mentale di Napoli 1 al Monte di Dio

Redazione DottNet | 03/05/2011 12:17

Il 24 maggio prossimo verrà definitivamente sfrattato per morosità dagli ormai storici locali di Monte di Dio 25 il centro d’Igiene mentale dell’Asl Napoli 1. Uno schiaffo all’intero territorio che così sarà privato della professionalità e dello spirito di abnegazione dei tanti medici che ci lavorano e che spendono energie a favore degli oltre 2500 pazienti accolti dalla struttura napoletana. L’Unità Operativa di Salute Mentale di San Ferdinando Chiaia Posillipo e Capri e l’annesso Osservatorio Regionale Antimobbing che serve l’intera utenza della Campania, dovranno, dunque, lasciare la sede, ma ancora non si sa dove potranno trasferirsi.

L’Asl Na1 centro non paga il fitto da più di un anno, mancanza che ha determinato un  primo sfratto parziale avvenuto il 14 dicembre che ha portato alla chiusura di uno dei locali della sede;  adesso si rischia la definitiva perdita del Centro se non si reperirà velocemente una nuova sede, adeguata per dimensioni e ubicazione. Infatti si ventila la possibilità concreta che gli operatori - psichiatri, psicologi, infermieri, assistenti sociali - in assenza di una struttura adeguata nel territorio di competenza, possano venire spostati in tutto o in parte presso le altre unità psichiatriche cittadine, danneggiando gravemente i sofferenti psichici di Napoli centro e dell’isola di Capri, e umiliando il lavoro di operatori da tempo conosciuti e apprezzati. Già nel 2008 in difesa della Salute Mentale di Monte di Dio intervennero sulla stampa cittadina personalità come Gerardo Marotta, Sergio Piro, Erri De Luca, Dario Fo, Silvio Perrella. E si è tenuta anche una seduta del consiglio della prima municipalità San Ferdinando-Chiaia-Posillipo presieduta da Fabio Chiosi, dedicata all’annunciata espulsione della Salute mentale di Monte di Dio, mentre l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici è pronto a mobilitarsi. I continui cambi al vertice dell'Asl Na1 centro non hanno certamente favorito la risoluzione della questione, che si trascina sin dai tempi della gestione Montemarano. Sul piede di guerra anche i familiari dei pazienti psichiatrici e gli operatori di Monte di Dio i quali auspicano con forza, pronti anche ad azioni legali: intanto è prevista una prima riunione il 5 maggio prossimo a Palazzo Serra di Cassano con un sit in dei familiari dei pazienti e degli stessi pazienti. Poi, giorno fissato per lo sfratto, potrebbero anche esserci alte iniziativa plateali. Il documento preparato dai pazienti afferma senza mezzi termini «che il patrimonio di conoscenze e di esperienza accumulato dall'Unità Operativa non venga in alcun modo disperso con delocalizzazioni ingiuste e insensate anche dal punto di vista economico, come qualcuno pure avrebbe proposto all'interno dell'Asl». «Infatti - concludono i familiari dei pazienti e gli operatori - il venir meno delle capacità di prevenzione e contrasto delle gravi patologie mentali si tradurrebbe inevitabilmente in un notevole aumento delle spese di ricovero in regime ospedaliero, eventualità che proprio i servizi di salute mentale territoriali sono istituzionalmente chiamati a scongiurare»

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