Garattini: poca fiducia nelle cure alternative, occorre un’autorità regolatoria. Vanno privilegiati i farmaci generici

Redazione DottNet | 03/05/2011 21:21

"Nel mondo dei farmaci abbiamo a disposizione veri amici, conoscenti e falsi amici. A quest'ultima categoria appartengono molti prodotti della medicina ufficiale e quelli della medicina alternativa, che oggi viene chiamata in maniera accattivante medicina complementare". Nessun passo indietro dal farmacologo Silvio Garattini che ribadisce il suo scetticismo nei confronti delle cure alternative e auspica che vengano "sottoposte alla valutazione di un'autorità regolatoria prima di essere immesse sul mercato. Una valutazione che oggi manca".

Il direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, le cui dichiarazioni su un ospedale del Grossetano in questi giorni hanno scatenato polemiche, incalza: "Siamo invasi da prodotti non autorizzati. La verità è che non ci sono evidenze sulla loro efficacia e c'è una profonda asimmetria" fra i rigidi requisiti richiesti ai farmaci e l'assenza di controllo sui farmaci della medicina complementare. "Non esistono farmaci innocui. Per questo - prosegue - bisogna distinguere quelli che hanno il miglior rapporto rischio-beneficio, come i vaccini, gli antibiotici se usati appropriatamente, i contraccettivi della donna, alcuni farmaci cardiovascolari che usati come terapia nell'evento acuto hanno contribuito alla riduzione del 40% della mortalità da infarto". Poi ci sono i farmaci usati impropriamente, continua Garattini: "Mi riferisco per esempio agli antidepressivi, una delle categorie più prescritte, come se gli italiani fossero un popolo di depressi". Secondo il farmacologo "non è così. Il problema è che si tende a curare con questi farmaci non solo la depressione che è una malattia molto grave e non così frequente, ma anche gli stati depressivi legati per esempio ad alcune situazioni della vita. In questo caso i farmaci aggravano solo i problemi perché impediscono di reagire. E la lista dei medicinali usati in maniera inappropriata è lunga, dai prodotti per l'osteoporosi a quelli per colesterolo e ipertensione". La morale, conclude lo scienziato, "è che i farmaci vanno usati solo quando servono davvero, prediligendo quelli che costano meno, cioè i generici”.

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