Ddl sviluppo, pagamento online ticket e consegna via web dei referti. Sanità pubblica: da un sondaggio escono bene i medici di famiglia e gli ospedali

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 06/05/2011 09:51

Pagamento on-line delle prestazioni sanitarie e consegna tramite web dei referti medici. Queste alcune novità introdotte dalla bozza del dl Sviluppo, per il settore Sanità, nella parte in cui si occupa di 'liberazione delle imprese' e di riduzione della burocrazia (art.6, comma 12 e 13). Per ''accelerare il processo di automazione amministrativa e migliorare i servizi per i cittadini, riducendone i costi - si legge nel testo del provvedimento - le aziende sanitarie del Servizio sanitario nazionale adottano procedure telematiche'' sia per il pagamento on-line delle prestazioni erogate che per la consegna via web, posta elettronica certificata, o altre modalità digitali dei referti medici.

 Proponenti di questo specifico provvedimento saranno i ministri della Salute e della Pubblica amministrazione, di concerto con quelli dell'Economia e della Semplificazione normativa. Le aziende sanitarie - si legge - metteranno a disposizione dell'utenza il servizio on-line entro 90 giorni dall'entrata in vigore del dl Sviluppo.Intanto un nuovo sondaggio c'informa che la sanità pubblica del nostro Paese esce molto bene. E, se il dato di grande fiducia (76%) verso i medici di famiglia non sorprende, essendo stato già rilevato da molte indagini precedenti, certamente desta interesse quello sugli ospedali pubblici, non sempre usciti bene da indagini di questo tipo. E invece, secondo il campione selezionato dall’Istituto Nextplora per l’Osservatorio Sanità istituito da UniSalute (la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria), gli ospedali pubblici italiani superano l’esame guadagnando la fiducia del 64% dei cittadini.
Ma le sorprese non finiscono qui: una considerevole fetta del campione (34%) dichiara in maniera categorica che le strutture pubbliche sono sempre migliori di quelle private. Un po’ inferiori, ma sempre sopra il 50%, invece, le percentuali di coloro che dichiarano di riporre fiducia nelle cliniche private (58%).
Dove il pubblico piace meno è nel campo delle visite specialistiche. In questo caso la credibilità del settore privato sembra riscuotere maggiori consensi: l’80% degli intervistati dichiara infatti di sentirsi rassicurato dagli specialisti che operano in ambito privato, mentre solo un italiano su due (51%) ripone la stessa fiducia nello specialista al servizio del Servizio pubblico.
“In un contesto in cui emerge che per due italiani su tre (67%) quello della sanità è un diritto fondamentale, il fatto che, nel complesso, rilevano gli estensori dell’indagine, il comparto pubblico riscuota la fiducia non può che essere visto come un dato confortante”.
“Ma perché , si chiedono sempre i ricercatori, rivolgersi allora alle strutture private invece che a quelle pubbliche?”. “Perché gli italiani, spiegano, riconoscono che nelle prime i tempi, legati a servizio e degenza, sono più rapidi (75%) e che la stessa degenza risulta più confortevole, grazie a strutture di ricovero più moderne e accoglienti”.
Un quadro confermato se si va ad analizzare le differenti zone d’Italia, con alcuni significativi picchi: i tempi rapidi, motivo di preferenza delle strutture private, sono al centro dell’attenzione soprattutto a Bologna (98%) e Roma (97%), mentre il Veneto è la zona in cui è più radicato il principio che la Sanità pubblica “è un diritto fondamentale”, sostenuto dal 96% del campione, infine il medico di base riscuote la maggior fiducia nella dorsale adriatica tra Rimini ed Ancona (93%).
 

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