Fazio, ultimi due anni in corsia per gli specializzandi. L'Ordine dei medici di Roma critica la riforma delle farmacie: è un liberismo sospetto, a senso unico

Redazione DottNet | 05/05/2011 20:09

Far passare ai medici specializzandi gliultimi 2 anni di corso non piùin istituto ma in corsia, a svolgere normali funzioni cliniche. E' la proposta avanzata dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e condivisa dalle Regioni nel corso dell'incontro con la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. L' ipotesi, ha spiegato in proposito il ministro, prevede che "gli specializzandi dopo il primo triennio vadano a lavorare negli ospedali, o in generale nelle strutture dove c'èbisogno, pagati dalla Regione e non dal Miur".

 Si tratterebbe, dunque, ha aggiunto Fazio, di "una riforma a costo zero, grazie alla quale si potrebbero risparmiare soldi che potrebbero venir utilizzati per prendere altri specializzandi. Inoltre - ha concluso - i giovani saranno medici molto motivati, anche perchénelle strutture dove lavoreranno ci sarà la possibilitàdi essere assunti". Intanto ai medici capitolini la riforma voluta dal Ministero della Salute non va proprio giù. Con i decreti del 16 dicembre 2010 è completato un percorso che consente alle farmacie di erogare una serie di nuovi servizi. Per l’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, questo dimostra che politica e Governo, quando vogliono, sono capaci di innovare e di favorire il liberismo. Ciò però avviene anche in questo caso in modo distonico. Infatti, mentre la farmacia diventa ora la cosiddetta “Casa della Salute”, il medico, dipendente o convenzionato, diventa un controllore fiscale e il suo studio un ufficio burocratico, gravato da un numero crescente di compiti impropri. “Pur nella massima considerazione per l’indispensabile ruolo del farmacista – precisa Mario Falconi, Presidente dell’Ordine dei medici capitolini – non si capisce la scelta di dare priorità alla trasformazione delle farmacie in ‘case della salute’ e, per contro, quella di non applicare lo stesso criterio alle molte forme associative dei medici che operano nel Paese. E’ un liberismo sospetto e a senso unico”. Secondo l’Ordine, vanno recepite le rimostranze di tutte le organizzazioni mediche. Inoltre, va sottolineato che, a fronte di un incerto vantaggio per i cittadini di poter avere una maggiore offerta di esami e trattamenti di base, esiste il rischio concreto di favorire una sorta di “consumismo sanitario”, non adeguatamente controllabile, con effetti psicologici non trascurabili, soprattutto per quei pazienti particolarmente emotivi. Di certo aumenterà ancor più la spesa sanitaria privata ma anche pubblica per inevitabili fenomeni di controlli indotti. “Un elettrocardioramma – cita come esempio Falconi – con risposta automatica, senza la mediazione di un medico esperto o di un cardiologo, può determinare, in un soggetto ansioso, una situazione di pericoloso allarme ingiustificato. Dilatare l’offerta senza bilanciarla con una domanda appropriata e controllata non produce quasi mai effetti positivi.” Per l’Ordine, un attento esame dei decreti evidenzia il possibile scavalcamento, se non il vero e proprio disconoscimento, di molte normative vigenti in tema di sanità pubblica che prevedevano la presenza del medico nell’esercizio di atti che oggi vengono trasferiti ai farmacisti. Basti pensare alle norme alle quali sono soggette le oltre 5 mila strutture ambulatoriali private accreditate, istituzionalmente operanti in tutto il territorio nazionale, per comprendere quanta discrasia ci sia tra tali norme e tali decreti. “Tutto ciò – sottolinea Falconi – mentre, fallito il tentativo di trasformarci in poliziotti sull’immigrazione clandestina, registriamo l’ultima disposizione legislativa, perla tra le perle, che impone ai medici di diventare agenti del fisco per certificare le esenzioni per reddito. Quando si comincerà a porre mano a tutte le cause (invadenza politica, scarsa meritocrazia, informazione sensazionalistica e scandalistica, blocchi del turn over, precariato, ecc.) che determinano il profondo disagio quotidiano del medico? Come si conciliano le legittime opportunità che vengono date ai farmacisti con la burocrazia soffocante che affligge il servizio sanitario che sta erodendo il tempo a disposizione per l’assistenza? Il prof. Ferruccio Fazio, medico e ministro, prenda di petto il problema e ci dia risposte”.