Aborto, la RU 486 meno sicura dell'intervento chirurgico

Ginecologia | Redazione DottNet | 09/05/2011 13:05

Le complicazioni dalla pillola per l'aborto chimico detta RU-486 sono piu' frequenti degli interventi chirurgici standard, secondo il primo studio pubblicato che paragona i due metodi in Australia, dove l'uso della pillola e' stato introdotto cinque anni fa ed e' sempre piu' diffuso. L'analisi di quasi 7000 aborti eseguiti nel 2009 e 2010, pubblicata sulla rivista dei medici generici Australian Family Physicians, indica che il 3,3% delle donne che hanno usato la RU-486 nel primo trimestre di gravidanza ha dovuto rivolgersi al pronto soccorso di un ospedale, contro il 2,2% di chi aveva subito l'intervento chirurgico.
 

Le autrici dello studio, Ea Mulligan e Hayley Messenger, hanno anche osservato che l'incidenza di complicazioni gravi e' piu' alta negli aborti chimici durante i primi tre mesi di gravidanza. Due delle 5823 pazienti di aborto chirurgico hanno sofferto emorragie gravi, pari ad un tasso di una su 3000. Hanno avuto lo stesso problema quattro delle 947 donne che hanno avuto aborti chimici, con un tasso di una su 200.
I risultati contraddicono uno degli argomenti a favore dell'aborto chimico, secondo cui il rischio di complicazioni e' minore o equivalente all'intervento chirurgico. Il componente attivo della RU-486 e' il mifepristone, uno steroide sintetico.
Rispetto ai metodi abortivi tradizionali non rende indispensabile da un punto di vista clinico l'ospedalizzazione e ha il vantaggio di non richiedere un intervento chirurgico, ma puo' portare vari effetti secondari. Clicchi qui per essere informato.

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