Materiali hi-tech anche per i dentisti: biotecnologie e nanotecnologie l’ultima frontiera delle cure odontoiatriche

| 09/05/2011 18:15

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Da bio e nanotecnologie i materiali hi-tech per il dentista del futuro. Passa anche da questo l'evoluzione dell'odontoiatria, come spiegano gli esperti che si riuniranno a Rieti, dal 13 e 14 maggio, per il congresso "L'innovazione tecnologica nelle bio e nanotecnologie in odontoiatria: il ruolo di un parco scientifico e tecnologico", nel corso del quale si parlera' anche dell'importanza della realizzazione di una struttura all'avanguardia per formare i medici del futuro.

 

Obiettivo principale dell'incontro ampliare la conoscenza sull'utilizzo delle biotecnologie in odontoiatria, aggiornando la classe medica sulle nuove opportunita' d'intervento, stimolando il confronto sulla possibilita' di realizzare nel reatino un parco scientifico e tecnologico. Il confronto scientifico punta a "far conoscere lo stato attuale dei presidi e dei farmaci che sfruttano componenti biotecnologiche. Queste ultime possono essere largamente impiegate: dalla prevenzione, ad esempio, di malattie fisiologiche, tra cui l'osteoporosi, alla riduzione dell'entita' di un intervento demolitivo e ricostruttivo con l'impiego di sostituti d'osso", spiega Francesco Riva, presidente di Biomatch Oral, gruppo italiano di studio dei biomateriali in chirurgia orale, e direttore dell'Unita' operativa chirurgia odontostomatologica dell'ospedale G.Eastman di Roma. I nuovi materiali in questo settore hanno ampliato le possibilita' d'intervento, modificando anche le procedure odontoiatriche, "attraverso l'utilizzo di biomateriali altamente innovativi, riassorbibili e quindi biocompatibili, si ha oggi la possibilita' - prosegue Riva - di semplificare, ad esempio, tutto il procedimento chirurgico in campo odontoiatrico per il controllo dell'emostasi anche in pazienti con gravi alterazioni coagulatorie; molti pazienti in terapia anticoagulante, ora possono essere operati ambulatorialmente e contestualmente dimessi".Inoltre attraverso l'impiego di prodotti a base di collagene "non solo si ha modo di controllare l'emostasi, ma e' possibile anche limitare eventuali infezioni in quanto alcuni di questi biomateriali rilasciano al contempo antibiotici in maniera graduale e mirata, intervenendo direttamente sul sito, a livello locale anziche' sistemico", aggiunge Riva.  Infine e' possibile "avere a disposizione sostituti per innesti ossei completamente sintetici, privi per tanto di qualsiasi rischio di infezione o reazione allergica da parte del paziente pur comportandosi in maniera analoga all'osso autologo e avendo proprieta' osteostimolanti e osteoconduttive grazie alla loro preparazione chimica costituita dalla sostituzione di molecole di fosfato con molecole di silicio". Al congresso parteciperanno rappresentanti della classe medica nazionale ed europea.