Genetista attende l’autorizzazione per i trapianti sull’uomo

Medicina Generale | | 10/05/2011 19:50

Che sia solo per le solite lungaggini burocratiche o per il clima ostile su tutto cio' che riguarda gli organismi geneticamente modificati e gli esperimenti sugli animali, la ricerca sugli xenotrapianti di Cesare Galli, il 'papa' del toro Galileo, primo esempio di bovino adulto clonato nel mondo, rischia di perdersi in attesa di un'autorizzazione. A dare l'allarme e' lo stesso scienziato, che dallo scorso luglio aspetta un via libera che si è perso letteralmente in uno scaricabarile tra regione Lombardia, ministero della Salute e Consiglio Superiore di Sanita'.

 

La vicenda inizia lo scorso luglio, quando Galli ha chiesto alla Asl di Cremona, sede del suo istituto di ricerche, l'autorizzazione a creare uno 'stabilimento di allevamento', un posto cioe' dove far riprodurre in maniera naturale gli animali geneticamente modificati e destinati agli studi sulla possibilita' di utilizzare i loro organi per i trapianti umani: "Il nostro lavoro è inserito da 4 anni in un progetto europeo regolarmente autorizzato - spiega Galli - la Asl ci ha negato pero' l'autorizzazione, 'rimbalzando' la richiesta alla Regione, che a sua volta l'ha girata al ministero della Salute e quindi al Consiglio Superiore di Sanità, che non ha ancora dato risposta".L'istituto di Galli, all'avanguardia nel mondo prepara gli animali che vengono studiati nei laboratori di tutta Europa, in una serie di esperimenti che stanno dando risultati molto promettenti: "I risultati migliori si sono avuti finora con le isole pancreatiche per la cura del diabete, e con le cellule neuronali - spiega l'esperto - Molti test sono in corso anche sul rene. In questo caso oltre a preparare il possibile xenotrapianto stiamo avendo indicazioni utili sul rigetto, che possono essere usate per i trapianti con organi umani".Ad oggi la 'pratica' e' persa nei meandri della burocrazia, e non si hanno indicazioni su quando verra' discussa: "Per ora nel Consiglio Superiore di Sanita' non se ne e' parlato - afferma Eugenio Scanziani, vice presidente della commissione del Css che si occupa dell'argomento - nel momento in cui inizieremo a prendere in considerazione l'argomento serviranno poi un paio di mesi per formulare un parere".Secondo Galli la sua richiesta potrebbe essere vittima del 'fuoco incrociato' del clima ostile che circonda sia gli Ogm in generale che gli esperimenti sugli animali: "Da noi c'‚ un atteggiamento ostile - spiega l'esperto - come dimostrano anche le dichiarazioni di alcuni ministri. Gli animali che produciamo sono indistinguibili dagli originali, non hanno nessun problema dovuto ai geni che introduciamo e possono tranquillamente riprodursi per via naturale. Se avessimo l'autorizzazione potremmo fornirli a tutti i laboratori che si occupano di queste ricerche, mentre ora siamo bloccati".

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