Cardiologi, troppo sale in cucina

Cardiologia | Redazione DottNet | 14/05/2011 18:20

Gli italiani mangiano troppo salato: nove su dieci introducono ogni giorno in media 10 grammi di sale, il doppio della quantita' giornaliera raccomandata. E gli effetti sono peggiori di quelli del fumo e del sovrappeso. A dirlo e' la prima fotografia sui consumi di sale nel nostro Paese, presentata in anteprima durante il Congresso dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), in corso a Firenze. Un cucchiaino da te' in meno di sale ogni giorno e si potrebbero evitare 67 mila casi di infarto all'anno, 40 mila ictus.
Secondo le raccomandazioni dell'Oms (Organizzazione mondiale della Sanita') il consumo di sale quotidiano non dovrebbe superare i 5 grammi, ma gli italiani ne introducono in media il doppio: solo il 14 per cento delle donne e appena il 4 per cento degli uomini non oltrepassano tali limiti.
 

Delle regioni esaminate fino ad oggi, tutte hanno un consumo superiore ai 9 grammi negli uomini e a 7 grammi nelle donne adulte (35-79 anni); maglia nera al Sud: in Basilicata, Calabria e Sicilia si introducono in media 2 grammi di sale in piu' al giorno, rispetto alla media dei 10 grammi.
Il nemico e' nascosto e apparentemente innocuo ma legato a doppio filo alle malattie cardiovascolari, alle patologie neurodegenerative e ad alcuni tumori. 'Tutti i segmenti della popolazione beneficerebbero della riduzione del sale - afferma Marino Scherillo, presidente ANMCO - e questi vantaggi sarebbero addirittura superiori a quelli legati alla riduzione del fumo, dal controllo del sovrappeso e dalla riduzione dell'ipercolesterolemia, e garantirebbero un risparmio delle spese sanitarie fra i 7 e i 16 miliardi di euro all'anno'.
Lo studio Minisal-Gircsi, coordinato da Strazzullo dell'Universita' di Napoli Federico II in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanita' e l'Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), l'Universita' Cattolica di Campobasso, l'Universita' di Foggia e Fondazione per l'ipertensione arteriosa, ha monitorato circa 3000 adulti tra i 35 e i 79 anni, aggiunge Simona Giampaoli, dirigente di ricerca dell'Istituto Superiore di Sanita' e coordinatore del Progetto Cuore. I risultati mostrano che gli uomini arrivano a introdurre 11 grammi di sale al giorno, mentre le donne in media ne consumano 8 grammi; non ci sono invece differenze di eta', giovani adulti e anziani amano il sale tutti allo stesso modo'.
Il dato e' omogeneo su tutto il territorio nazionale, con una minima differenza tra il Nord, leggermente piu' virtuoso, e il Sud: tutte le regioni, anche le piu' virtuose, mostrano un consumo medio al di sopra dei 9 e 7 grammi di sale al giorno rispettivamente negli uomini e nelle donne. Solo il 14 per cento delle donne e appena il 4 per cento degli uomini riescono a rimanere entro i limiti di consumo indicati dall'Oms.
Anche in Umbria, dove storicamente si consuma pane 'sciapo', la ricerca rivela la stessa quantita' di sale: evidentemente al pane insipido si compensa con una alimentazione ricca di sale. Sull'uso del sale, secondo gli esperti, c'e' in generale una scarsa informazione e una sottovalutazione dei pericoli che comporta. Ne e' un esempio l'atteggiamento degli ipertesi che, nonostante abbiano anche la diagnosi di una patologia strettamente correlata all'introito di sale, ne riducono il consumo di appena il 10%. Il ministero della Salute ha dichiarato guerra al sale gia' dal 2003, e nel 2009, nell'ambito del programma 'Guadagnare salute', e' stato firmato un accordo con i panificatori per mettere in vendita panini e pagnotte a ridotto contenuto di sale. Ma un rimedio della nonna e' suggerito da Coldiretti: riscoprire l'uso in cucina delle erbe aromatiche al posto del sale per insaporire il cibo aiuta a difendere la salute senza rinunciare al gusto a tavola.

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