Cure per infarto, accorciati i tempi d’intervento dopo la crisi

Redazione DottNet | 16/05/2011 15:22

In appena due anni si sono accorciati di dieci minuti i tempi di arrivo in ospedale e ridotto di quasi quindici minuti il tempo necessario per essere operati dopo un infarto. Oggi il 75 per cento dei pazienti è trattato entro i primi 90 minuti dai sintomi. Ma la situazione non è la stessa nei piccoli centri ed in quelli periferici. A dimostrarlo sono i risultati della Campagna sul Ritardo Evitabile nell'infarto presentati durante il congresso dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, in corso a Firenze.

 La Campagna, iniziata nel 2009, ha coinvolto 85 centri cardiologici di tutta Italia all'inizio della Campagna e dopo due anni, nel 2011, i tempi per il soccorso e per le prime cure sono stati attentamente analizzati, così da valutare se gli interventi nel frattempo messi in atto per ridurre al minimo i ritardi avessero avuto effetto. I dati raccolti dimostrano che in appena due anni la maggioranza degli ospedali ha migliorato le prestazioni, con effetti positivi sulla gestione dei pazienti. I risultati dell'indagine mostrano che nel caso degli ospedali più attrezzati è cresciuta del 10 per cento la quota di pazienti che arriva dopo aver chiamato il 118: oggi solo uno su tre arriva in pronto soccorso con mezzi propri. Questo ha significato un incremento di circa il 20 per cento del numero di pazienti sottoposti a elettrocardiogramma già prima di entrare in ospedale, passato in due anni dal 62 al 73 per cento. Inoltre, mentre dieci anni fa i tempi medi per l'esecuzione dell'ECG si aggiravano attorno ai 20, 25 minuti, oggi la maggioranza dei pazienti lo riceve entro dieci minuti. Questo è vero soprattutto per chi viene portato nei grandi ospedali attrezzati: nelle cliniche più piccole e periferiche esistono ancora criticità. In questi casi infatti solo un terzo dei pazienti arriva dopo aver chiamato il 118 e solo un terzo ha quindi già effettuato un ECG. La differenza si ripercuote anche sulle terapie: mentre negli ospedali di riferimento la quasi totalità dei pazienti è sottoposta ad angioplastica, nei centri più piccoli la percentuale scende attorno al 60 per cento, pur essendo in aumento rispetto a due anni fa. Anche i tempi sono diversi: nei centri attrezzati il tempo che passa dall'arrivo in ospedale all'introduzione del "palloncino" per l'angioplastica si è ridotto da 72 a 65 minuti, con un incremento del numero di casi trattati entro 90 minuti, oggi pari a circa il 75 per cento; negli ospedali più piccoli i tempi per l'angioplastica si allungano in media a 120 minuti e la percentuale di casi trattati entro 90 minuti cala a meno del 20 per cento". Migliorano invece un po' ovunque i tempi per la terapia riperfusiva con i farmaci: la quota di pazienti trattati entro 30 minuti dall'arrivo in ospedale è salita del 25 per cento e oggi il 60 per cento dei pazienti riceve i farmaci in tempi molto brevi, spesso già prima di entrare in ospedale.

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