In arrivo un'alternativa al Psa

Oncologia | Redazione DottNet | 09/10/2008 16:08

Un gruppo di medici italiani, con la collaborazione dell'Istituto superiore di sanità e della George Madison University di Washington, si metterà al lavoro per cercare un'alternativa più affidabile al Psa, la proteina spia del carcinoma della prostata. Il progetto ministeriale è stato presentato ufficialmente al XV Congresso nazionale di Auro (Associazione urologi italiani) di Taormina.

Il programma italo-americano per la ricerca di nuovi biomarcatori per il tumore della prostata coinvolge gli istituti universitari per i tumori di Roma, Genova, Napoli e Milano e due reparti ospedalieri di Torino e Pisa, con il coordinamento di Giovanni Muto, primario del reparto di urologia del S. Giovanni Bosco di Torino. Alcuni ricercatori italiani lavoreranno a Washington con i colleghi statunitensi, analizzando i campioni prelevati da pazienti italiani dei reparti coinvolti nella ricerca, poi inviati negli Stati Uniti. Verranno utilizzati anche campioni provenienti da donne volontarie nei quali questo antigene prostatico non dovrebbe essere espresso. ''Questa ricerca - sottolinea il professor Muto - ci permetterà di avere un'alternativa diagnostica per il tumore alla prostata molto più certa di quella che oggi usano tutti gli urologi. E' importante anche che i chirurghi urologi, abituati a curare i malati, collaborino direttamente con chi invece sta in laboratorio''.

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