Soi, ogni anno 500mila interventi di cataratta. Contro il glaucoma prevenzione per gli over 45, in arrivo una lente bionica

Redazione DottNet | 18/05/2011 16:28

Ogni anno in Italia vengono eseguiti 500mila interventi di cataratta, intervento che rappresenta l'83% del lavoro di un reparto di Oculistica, per una patologia che colpisce una persona su quattro dopo i 70 anni. Sono i numeri emersi dalla prima giornata del 9/o Congresso Internazionale della Societa' Oftalmologica Italiana (Soi), in corso a Roma, fino al 21 maggio. 'E' un intervento altamente standardizzato - afferma il presidente della Soi, Matteo Piovella - con una percentuale molto bassa di complicanze, solo il 3%'. L'intervento alla cataratta e' l'operazione piu' eseguita al mondo, secondo Piovella, che prova a quantificare l'incidenza di questa patologia: 'a 70 anni, ce l'ha una persona su 4, a 80 anni ce l'hanno tutti e per individui con una forte miopia o diabetici, la cataratta si presenta gia' verso i 50 anni'.

 'Negli ultimi anni si sono evolute le metodiche di intervento - prosegue Piovella - e ormai si applicano cristallini artificiali personalizzati che eliminano anche la necessita' di portare occhiali dopo l'operazione. Inoltre, viene eseguito con il laser a femtosecondi che standardizza alcuni passaggi, come l'incisione dell'occhio'. L'oftalomogia italiana, secondo Piovella, dunque e' in grado di offrire oggi 'un livello omogeneo di eccellenza in tutta Italia, annullando i cosiddetti 'viaggi della speranza''. Su questo forte sviluppo, pero', secondo il presidente della Soi, incombe la minaccia dei Piani di rientro. 'I Piani di rientro - afferma Piovella - non consentono l'aggiornamento delle tecnologie. In piu' c'e' il taglio dei rimborsi messo in atto da alcune Regioni, come la Puglia che il mese scorso da quasi dimezzato il rimborso per un intervento di cataratta, da 1400 euro a 750. Questo processo fara' ritornare indietro di 20 anni l'offerta di qualita''. Ma non è tutto: per combattere la diffusione del glaucoma, il 'ladro silenzioso della vista' che colpisce 800mila persone in Italia, bisogna puntare sulla prevenzione e invitare tutta la popolazione al di sopra dei 45 anni ad effettuare una visita oculistica, per misurare la pressione oculare. E' un fattore che se supera i valori medi, non presenta alcun sintomo ma, a lungo termine, puo' causare danni alla vista irreversibili. 'Degli 800mila individui colpiti da glaucoma, il 50% non sa di averlo e quando si arriva ad avere danni alla vista - afferma Matteo Piovella, presidente della Soi - siamo ormai in presenza di effetti irreversibili della malattia'. Un'altra patologia per la quale, secondo la Soi, e' importante agire sulla prevenzione e' la maculopatia che interessa 2 milioni di persone in Italia. 'Dopo i 75 anni una persona su 3 puo' sviluppare una maculopatia - prosegue Piovella - ovvero un danno alla retina che e' il computer dell'occhio'. Per la cura delle maculopatie sono state messe a punto alcune terapie innovative intravitreali, basate su iniezioni mensili (per un anno) di farmaci, capaci di rallentare la progressione. 'E' una grande vittoria della medicina - aggiunge il presidente della Soi - ma dobbiamo vigilare affinche' il trattamento si possa applicare su vasta scala, visti i costi che comporta. Il nostro timore e' che con i tagli alla sanita' il suo impiego venga limitato'. Intanto, permettere ai non vedenti di riacquistare la vista potrebbe essere possibile grazie ad 'una lente a contatto bionica, sulla quale è applicato un microchip che funziona come una telecamera, in grado di trasmettere il segnale ad un sistema wireless applicato nelle vie retrocorticali'. E' il sistema, finora sperimentato con successo solo su animali da laboratorio (per un intervallo di tempo limitato), presentato da Duilio Siravo, presidente dell'Accademia Italiana Oftalmologia Legale.
La strada per una possibile applicazione sull'uomo, secondo Siravo, e' ancora lunga ma e' in via di preparazione una proposta per avviare una sperimentazione umana in Italia, da sottoporre al Ministero della Salute.
'La lente a contatto bionica applicata agli individui, una volta realizzata la sperimentazione - afferma Siravo - potrebbe essere pronta in pochi anni su pazienti che presentano alterazioni retiniche o traumatiche'.
'La lente, al cui interno e' posizionato un nanostrato di metallo (cioe' un metallo alto quanto un millesimo del diametro di un capello) - prosegue Siravo - viene inserita in un occhio solo e bypassa il bulbo oculare, mandando i segnali direttamente sul nervo ottico o nelle aree cerebrali deputate all'elaborazione. Per questo, se convalidata, potrebbe rappresentare una valida alternativa per tutti coloro che hanno una patologia che danneggia anche il nervo ottico'.
Le universita' attualmente candidate all'eventuale sperimentazione sono l'Alma Mater di Bologna e la Seconda Universita' degli studi di Napoli.

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