Enpam, buco da un miliardo. Esposto alla Procura firmato da cinque medici e da un membro del Cda. Cassa a rischio

Silvio Campione | 18/05/2011 19:31

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Chiarire “natura, circostanze e legittimità dei complessi investimenti patrimoniali effettuati dalla Fondazione negli ultimi anni, a fronte dei quali è risultata apparentemente accertata, da parte di una società di consulenza internazionale all'uopo incaricata, un danno patrimoniale di oltre un miliardo di euro”. E' la necessità che ha spinto un membro del Cda di Enpam, la Fondazione proposta a garantire il trattamento previdenziale degli iscritti agli albi professionali di medici e odontoiatri, e i presidenti degli ordini dei medici di Bologna, Catania, Ferrara, Latina e Potenza (come consiglieri nazionali e in proprio) a presentare un esposto su alcuni aspetti della amministrazione della Fondazione.

Il documento, spiega una nota congiunta, è stato presentato ai carabinieri di Bologna, ma è indirizzato alla Procura di Roma, alla Corte dei conti e alla Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale. L'esposto mira a “stimolare il vaglio delle autorità competenti su eventuali aspetti di limpidezza non adamantina, a cominciare dai dati esposti in bilancio e/o resi noti da parte dei vertici di Enpam. L'esposto è firmato da Giancarlo Pizza (presidente dell'Ordine dei medici di Bologna), Bruno Di Lascio (numero uno dei medici di Ferrara), Enrico Mazzeo-Cicchetti (che guida i medici di Potenza), Giovanni Maria Righetti (a capo dell'Ordine di Latina), Ercole Cirino (presidente dell'Ordine di Catania) e infine da Salvatore Sciacchitano, del Cda di Enpam. Inoltre, alla magistratura e alla commissione parlamentare, i numeri uno dei cinque Ordini dei medici chiedono anche di "verificare possa ravvisarsi qualche attività illecita" (e nel caso si chiede di individuarne i responsabili), che abbia in qualche modo conseguenze "sul futuro pensionistico e previdenziale della classe medica nazionale". Tra i vari capitoli di spesa (il mese scorso è intervenuta anche la Corte dei Conti), nel mirino dei denuncianti è finito anche il patrimonio immobiliare della Cassa: come si ricorderà, tutti gli immobili direttamente di proprieta' della Fondazione Enpam dal primo aprile 2011 sono passati sotto la gestione della societa' Enpam Real Estate srl. La societa' in-house si trova a gestire circa 9.000 contratti di locazione in varie citta' d'Italia, riferiti a una superficie totale di 1,5 milioni di metri quadrati. Le destinazioni d'uso sono: residenziale, commerciale/servizi, alberghiero. Complessivamente si tratta di un patrimonio immobiliare da oltre 2,2 miliardi di euro, come risulta dal bilancio della cassa dei medici e dei dentisti. La ERE srl, di cui la Fondazione Enpam e' socio unico, ha la missione di valorizzarlo. In particolare la societa' deve gestire i rapporti con gli inquilini, provvedere alla manutenzione degli stabili e trattare la vendita degli immobili che la Fondazione Enpam vorra' dismettere. Il management di ERE srl e' composto dal presidente Alberto Oliveti (che e' anche vicepresidente vicario della Fondazione Enpam), dal direttore generale Cesare Umberto Bianchini e dal direttore tecnico Marcello Maroder. L'organico è formato da una cinquantina di persone fra cui 29 dipendenti distaccati dalla Fondazione Enpam (ingegneri, geometri, quadri amministrativi e impiegati) e alcuni neo-assunti.  La societa' ERE srl e' stata fondata nel 2002 con l'obiettivo principale di riqualificare e affittare il patrimonio alberghiero di proprieta' dell'Enpam. Il 2 marzo 2011 lo statuto della srl e' stato modificato per permettere ad ERE di ampliare la sua missione fino a gestire l'intero patrimonio immobiliare di diretta proprieta' della cassa dei medici e degli odontoiatri.
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