Parafarmacie, mercato in crescita. Più novemila posti di lavoro

Silvio Campione | 22/05/2011 15:21

Continua il trend positivo del mercato delle Parafarmacie in Italia. A quattro anni dall'inizio dell'esperienza la loro diffusione sul territorio nazionale si èinfatti stabilizzata e il volume d'affari definito nella tipologia e consistenza: 8,7 miliardi di euro, 966 milioni di confezioni di farmaci non soggetti all'obbligo della prescrizione medica venduti e 3500 punti aperti (a fronte degli oltre 26 miliardi di euro fatturati nel 2010 dalle circa 17.500 farmacie italiane). E' quanto sottolinea il Forum nazionale delle parafarmacie secondo cui la liberalizzazione della fascia 'c' comporterebbe una crescita occupazionale di 9.000 unità.

 

Questo segmento di mercato -si legge in una nota- ècomposto da 4 settori merceologici dei quali uno dei più importanti èrappresentato dai prodotti over the counter, cioèda quei farmaci che vengono utilizzati per la cura delle malattie minori. Il mercato Otc ha generato vendite per oltre 4,2 mld di euro. Le Parafarmacie hanno avuto un ottimo trend di mercato anche nel settore cosmetico (+14% nel 2010) e di integratori alimentari, con una costante domanda da parte dei clienti di prodotti per il proprio benessere.'E' un  risultato che ci soddisfa -dichiara il presidente del Forum Nazionale Parafarmacie Giuseppe Scioscia- ma quello che auspichiamo oggi èla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, quelli a carico del paziente. Attualmente infatti possiamo vendere soltanto i farmaci da banco e senza obbligo di prescrizione.Ma questo non significa che vogliamo abolire la pianta organica: nessuno di noi ha mai sognato di proporre la liberalizzazione selvaggia e deregolata nella distribuzione dei farmaci'. La liberalizzazione della fascia C, ad avviso del Forum delle parafarmacie, avrebbe buone ricadute sullo sviluppo: tra le 3500 e 4500 nuove parafarmacie in aggiunta a quelle attuali, investimenti per 700milioni di euro e l'assunzione di circa 9mila nuovi lavoratori. Dati alla mano, infine, a fronte dei vantaggi per i cittadini in termini di risparmio e capillaritàdel servizio,  l'apertura del mercato dei farmaci C non danneggerebbe particolarmente le farmacie: si ècalcolato che l'utile mensile mediamente perso da loro sarebbe di 380 euro.

 


 

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