Tra cinque anni il 70% dei farmaci sarà composto da generici

Redazione DottNet | 23/05/2011 19:13

Nei prossimi 5 anni la quasi totalità dei medicinali per le principali malattie sarà composta da farmaci equivalenti, ossia fuori brevetto. Lo sostengono gli esperti al convegno 'Farmaco generico e biosimilare, due opportunità per la governance della spesa farmaceutica: presente e futuro', in corso alla facoltà di Farmacia e Medicina dell'Università di Roma La Sapienza. L'incontro è promosso da Teva Italia, azienda leader nel settore dei generici, che ha organizzato la campagna 'Equivalente. Conosci e scegli i farmaci equivalenti', che prevede incontri sulla salute e il corretto utilizzo dei medicinali sul territorio.

"Oggi in Italia più della metà dei farmaci in commercio è fuori brevetto - ha spiegato Giorgio Foresti, amministratore delegato di Teva Italia - e nei prossimi anni la quasi totalità delle molecole lo sarà. Questo significa che, per molti farmaci, ci sarà la possibilità di avere il generico corrispondente. La sana competizione che ne deriva permette al cittadino e al Servizio sanitario di avere prodotti di alta qualità a prezzi sempre più contenuti". Perché questo succeda però, ha avvertito l'esperto, "è necessario richiedere il farmaco generico. Ciò accade da tempo in molti Paesi europei, dove in farmacia il cittadino richiede il 'paracetamolo' e non il farmaco a marchio. Nel nostro Paese la strada è ancora lunga, come dimostrano i dati: si pensi che in Germania e Gran Bretagna il 50-70% dei farmaci dispensati è generico, mentre da noi solo il 12%. Eppure questa percentuale sta crescendo di anno in anno". Anche in ambito ospedaliero si sta realizzando una rivoluzione, grazie all'introduzione dei farmaci biosimilari, ossia quelli biotecnologici a brevetto scaduto prodotti con tecnologie avanzate, la cui efficacia e sicurezza è comparabile a quella degli originali, ma di costo inferiore. "I biosimiliari introdotti in questi anni sul mercato", ha aggiunto Foresti, che è anche presidente di Assogenerici, "possono contare su metodiche di produzione avanzate che non erano disponibili quando iniziò la produzione dei farmaci originali. Il biosimilare, di conseguenza, rappresenta una nuova e moderna opzione terapeutica a disposizione del medico al quale, naturalmente, spetta la scelta del migliore trattamento possibile per il paziente". Clicchi qui per essere aggiornato.

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